sabato 17 giugno 2023

confine

L'altro giorno sono passato per il confine austriaco tedesco e c'era una lunga colonna di macchine.
Arrivato alla fine dell'intoppo mi sono accorto che la causa erano due poliziotti con mitra ed altro, che molto gentilmente, mi hanno fermato e chiesto il motivo della mia visita in Germania. Ho risposto gentilmente che ho una figlia che vive in Germania ed è sposata ad un tedesco. I 20 secondi della conversazione hanno sicuramente allungato la colonna. La mia prima reazione però sarebbe stata quella di rispondere gentilmente che i motivi per cui mi recavo in Germania "erano c***i miei..." e che c'era Schengen sottoscritto anche "mi pare" dalla Germania. Probabilmente la mia relazione istintiva mi avrebbe allungato di molto l'attesa e così più "miti ragioni" hanno prevalso.
Povera Europa! Si fa finta di essere uniti e solidali ma poi gli istinti conservativi più profondi emergono. Non credo che i due poliziotti si siano svegliati quel mattino con l'idea di controllo ma sicuramente qualche "capo" ha detto di fare questo ed a quel tenente l'avrà detto un dirigente e via così. In fondo chi "paga" sono i due poliziotti e i "turisti" senza motivazione ma in fondo paga l'idea di Europa che vuole essere "venduta" ma che attuare è un po' più difficile fra sovranismi e individualismi vari.
Sincerità!

lunedì 29 maggio 2023

ponte

A Zvecan nella parte serba del Kosovo, ci sono passato esattamente l'8 ottobre scorso!
L'informazione fa al solito, scarsa informazione dato che Zvecan altro non è che "l'entroterra" di Mitrivoca.
Ci sono passato perché so che sarà lì che la scintilla ci sarà.
A Zvecan una ragazza con cui condividevo il sedile del bus, mi raccontava della vita difficile solo per poter studiare nella sua lingua.
C'era una sorta di rassegnazione nei suoi atteggiamenti ma so che basta poco per infiammare lo scorrere della vita.
Oggi la TV ci ha informato ma ho quasi la certezza che sia per gli alpini che ahimè sono stati messi lì in mezzo e non delle profonde divisioni che tormentano quella terra e che "qualcuno" ha risolto mettendo i problemi come la polvere sotto lo zerbino.
Ormai siamo pieni di zerbini pieni di polvere e l'importante che siamo convinti di essere "ragione" per tutto e tutti.
Volete una meta per le prossime vacanze? Andare a Mitrivoca sedetevi in bar di là e poi passate il ponte e sedetevi in bar di qua. Guardate, parlate, chiedete. Forse un po' di polvere la togliete!


Mitrovica
Mitrovica 11/12/1999

martedì 7 marzo 2023

Csakta

Oggi per una di quelle strane coincidenze, ma forse nemmeno tanto strana, mi sono ritrovato a Csakta villaggio perso nella campagna ungherese.
Ci sono ritornato perché qualche anno fa ci avevo incontrato Heinz ed in venti minuti ci eravamo raccontati la vita.
Ho costretto il mio amico Janos a chiedere se conoscevano Heinz. Nel piccolo negozio non sapevano chi fosse ma la proprietaria era lì da soli due anni. Poi siamo usciti ed un'anziana signora alla domanda di Janos ha chinato il capo con un velo di tristezza negli occhi.
Janos mi ha confermato con le parole quello che il mio cuore aveva già compreso!
Heinz era morto da qualche anno prima.
Che volete che vi dica mi sono emozionato ed un velo umido si è fatto nei miei occhi.
Ho ricordato quelle parole scambiate e quel dolore raccontato con nulla di superfluo. Ho pensato alla donna che lui amava più della sua vita ed a quel figlio che magari allora lo giudicava un povero alcolizzato ma che le sue parole me lo fecero sentire come la cosa più importante della vita.
Mi sono chiesto se mai lo saprà questo figlio? Mi sono chiesto che memoria avrà Heinz ed ho pensato per un attimo che questo mio emozionarmi possa essere segno di una buona memoria.
Di segni abbiamo bisogno quando lasciamo questo tormentato mondo.
Vi lascio la foto del piccolo bar, ormai chiuso, dove Heinz ed io ci sedemmo per venti importanti minuti della nostra vita. E vi lascio il racconto di allora nel link qui sotto.
Ciao Heinz, a presto!




domenica 5 marzo 2023

vapore





 

giovedì 2 marzo 2023

Veszprem

Vabbè continuo a fare l'architetto del cavolo. Perdonate ma oggi sono capitato in una città che come raramente accade, è riuscita a entusiasmare il mio animo od almeno la mia visione dello spazio.
Come ho scritto ieri: l'oggi non ci riesce proprio per la sola centralità del denaro nel fare. Costruire ormai è standard quasi inamovibile e che lascia a qualche "invenzione" apparentemente nuova il ruolo di "marketing" dell'oggetto e dell'esistenza dei committenti e del collega di turno .
Oggi sono arrivato in autobus nella stazione dei bus di Veszprem ed ogni volta, sempre, vado con l'immagine a quella abbattuta a Rovereto derivata da un monacale chiostro, per far posto ad un condominio pieno di negozi e di un supermercato. (Se poi il PD vuole fare analisi sulle disfatte parta da queste "piccole" cose).
Dalla stazione un percorso pedonale attraversa una serie di case a blocco rigorosamente costituenti corti quadre, per arrivare ad un altro ampio percorso solamente pedonale dove si affacciano una serie di negozi e supermercati pieni di gente che va di qua e di là. Centro cittadino! Razionalista nello stile fino al midollo ma socialista nella realizzazione come è per le cose in cui il denaro non costituisce l'unico valore. (Richiamo il PD di cui sopra).
La "torre" che "domina" tutto e diventa il perno su cui saldare il nuovo, ormai vecchio, e l'antico degli edifici storici che rifuggono da linee rette e rigorose a cui il razionalista socialismo si contrappose per l'appunto cercando di ordinare tutto ma naufragando e direi visto questo esempio nemmeno tanto miseramente.
La storia e con essa la forma complessa e non ordinata se non nelle singole unità antiche e forma ragionevole del nuovo che forse provava a contrapporsi alle ingiustizie dell' antici.
Poi, poi anche qui è arrivata la modernità, il vil denaro con le archistar al seguito. La forma è altro, fine a stessa, curva come le vecchie strutture, ripetitiva come le strutture del socialismo razionalista. Che esprime? Io non l'ho capito ma qualcuno so me lo spiegherà.
Ma rimane la bellezza, il camminare a cavallo fra storia contorta e ragione lineare che in fondo accompagna ognuno di noi anche nel nostro cammino umano fatto un po' di questo e di quello ma certo mai assieme dato che il farlo negherebbe ogni dialogante complessità.
Venite a Veszprem e camminate. C'è una piccola calda mensa dove servono piatti ungheresi in quantità lavorativa e dove mi son messo a scrivere mentre gli avventori corrono per andare a lavorare nel centro città!