sabato 7 settembre 2013

a Chiara e Carlo

E' da poco passato mezzogiorno, ormai la cima di una qualsiasi montagna qui attorno ci appartiene. E' da dopo il solito caffè domenicale che camminiamo, ci inerpichiamo sudando fuori le tensioni della settimana trascorsa. Si parla delle solite cose: Danilo, basta provocarlo un po', si accalora per un qualche avvenimento della politica e ci trascina in discussioni che mai fortunatamente avranno fine! Ci sediamo, "tirem el fia", ed ognuno da quel luogo alto, va con i suoi pensieri come gli occhi corrono lungo gli infiniti e diversi orizzonti che si stanno attorno. Carlo puntuale come sempre, ecco l'unica cosa che ai miei occhi lo fa assomigliare al ragioniere che non è, tira fuori il telefonino e: "ciao Chiara come va?.....". Sorrido dentro di me ogni volta, penso che in quel ciao da quel luogo ci stia un'essenza dell'amore.

E' una giornata autunnale con una pioggia leggera ma fastidiosa. Non è freddo ma tutto è grigio come i miei occhi vedono qualche volta la vita. Alla stazione delle corriere fra le solite facce note, un raggio di luce nuovo è apparso da qualche giorno. La mia timidezza al solito deve trovare qualcosa per esser vinta ed un ombrello che non c'è basta allo scopo. Ci sediamo accanto sulla prima poltrona dell'autobus: Lei è bella e le sue dita non portano anelli. Il mio cuore da "snaza grumbiai" come dice Carlo, batte. A Sant'Ilario Marta e Filippo sono scesi in campo e ridiamo alle coincidenze della vita. Hai ragione Chiara! Non è un anello, un contratto che unisce ma l'essere consapevoli che fra mille, ogni giorno, sei proprio tu e solo tu che hai scelto e sei stata scelta.

Poi quando il tempo della prostata viene, ci si guarda e se un tempo forse non così tanto lontano, dopo esservi annusati un po', vi sarete chiesti "Chiara sei contenta di essere felice con Carlo? E Carlo sei contento di essere felice con Chiara?" lasciando però alla vita che sola certifica l'essere, la risposta. Ora al fine è giunto il tempo dei "certificati", della responsabilità, dell'impegno, della dedizione, della ricchezza e della povertà, della salute e della malattia. Ora tutto questo è compiuto. L'anello che cinge le vostre dita so che vi lascerà liberi perché è solo questa la condizione dell'amore.

Rovereto 7 settembre 2013