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giovedì 24 agosto 2023

generale

Ieri, mio malgrado, ho fatto una associazione logica fra il generale Vannacci ed ahimè il sottoscritto.

Abbiamo sempre di che confrontarsi mica vogliamo escludere nessuno per colore, sesso o quant'altro?

Più o meno l'associazione è stata questa: sia il generale che io abbiamo "pubblicato" in Amazon un libro.

In effetti sia a me ma evidentemente anche al generale, nessun editore ha prestato attenzione per cui almeno per quanto mi riguarda al fine di soddisfare il mio piccolo ego, ho, e forse oso affermare, abbiamo optato per il fai da te di Amazon. Nulla di male per carità penso. Vi do qualche dato:

Vannacci: solo copertina flessibile no kindle
Andreatta: prima kindle e poi copertina flessibile

Vannacci: pubblicazione 10 agosto
Andreatta: pubblicazione 13 agosto

Vannacci: 373 pagine
Andreatta: 334 pagine

Vannacci: 13.97x2.39x21.59
Andreatta: 15,24x1.93x22.86

Vannacci: 470 gr.
Andreatta: 572 gr. (finalmente un dato migliore…rido)

Vannacci: 439 voti
Andreatta: 0 voti

Vannacci : vendite non è dato sapere
Andreatta: vendite 3 una kindle e 2 cartacee.

É sì, non c'è battaglia visto che lui è un generale ed io a suo tempo, un semplice caporale promosso sul campo dato che mi rifiutavo di fare l'esame dopo averne fatti 30 all'università.

Ma la cosa che mi chiedevo è come cavolo ha fatto a "curare" il marketing dato che i miei tre lettori avranno avvisato qualche amico del mio "salto" letterario ma mi chiedo chi ha avvisato qualcuno che poi a sua volta ha avvisato il Ministro della difesa per poi partire con la rumba.

Beh dal punto di vista del marketing un centro perfetto.

Probabilmente anche per le sublimi visioni ivi contenute che certo hanno spinto le vendite su numeri che vanno ben al di là dei miei tre lettori.

Ma in fondo va bene così: ho scoperto che il generale ed io abbiamo numerose "campagne" in comune in giro per questo "pacifico" mondo ma io con i miei tre lettori, qualche ospedale, qualche tetto, qualche scuola, qualche centro sociale l'abbiamo lasciato. Di altro non so.

Chiudo ritornando al Trentino più Trentino ed invitando l'assessore Spinelli a comperare anche il mio libro dato che "Prima di commentare e giudicare è giusto conoscere e capire." e soprattutto i miei lettori passeranno a 4!

domenica 30 luglio 2023

viti e paesaggio

Le chiamano bonifiche forse perché il nome suggerisce qualcosa di positivo e necessario; nella realtà non pare lo siano molto per l’ambiente e per il paesaggio mentre lo sono sicuramente per i viticoltori.
Per carità coltivare la ormai onnipresente vite è attività preziosa per l’economia trentina e farlo con mezzi meccanici adeguati è proprio una necessità. Un trattore può iniziare dalla cima del campo e scendere, seppur lentamente, lungo ogni filare. Non si perde alcun spazio in stradine poste a perpendicolo all’andamento delle viti e men che meno in muri a secco che impedirebbero una efficace circolazione dei mezzi. Dal punto di vista lavorativo sicuramente è una bonifica.
Mi chiedo: il paesaggio? Che importanza ha il paesaggio? Si sicuramente non rende economicamente! Nessuno beve paesaggio nemmeno se è millesimato. Perché mai per il vino si producono i millesimati ma per il paesaggio nemmeno un numerino?
Osservo: c’è una cava che è un buon elemento paesaggistico di cui abbiamo ampia necessità per estrarre prezioso inerte per continuare a costruire, sviluppare sottraendo terreno alla preziosa viticoltura e forse ma certo di poco importanza, al nostro territorio.
Osservo il paesaggio e vedo piccoli campi delimitati da muretti su cui il più delle volte corrono alberi per accompagnare lo sguardo fra coltivato e bosco.
Nuclei di case antiche nelle aree più impervie per lasciare alla coltivazione le aree più facili mentre l’edilizia moderna inverte la relazione occupando le aree più agevoli.
Paesaggio che si trasforma come deve essere per carità, e nemmeno tanto lentamente perde quei valori che ne erano alla base e ne costituivano la formazione.
Tuteliamo, forse nemmeno tanto, edifici, architetture, quadri, opere d’arte ma il paesaggio lasciamo che muti, si modifichi senza valutarne la preziosità ed il significato mentre per le piccole opere d’arte siamo disposti a fare musei e tutto quanto serve per conservarle. Sta nella mutazione lenta il valore stesso del paesaggio ma forse si potrebbe chiedersi se qualche “pezzo” di paesaggio abbia valore di memoria e quindi vada conservato.
Improvvisa la bonifica si fa strada nel paesaggio: grande, costante, senza variazioni e qualcosa che ne interrompa il flusso. La viticoltura moderna affonda in racconti di vitigni, tradizioni, metodi di lavorazione che assieme agli altri prodotti gastronomici paiono il motore di uno sviluppo “sostenibile” ed attento alla tradizione. Si certo ma non del paesaggio: di quella tradizione con la sua qualità, il suo aroma, il suo perlato, che ci importa?
Poi se una pioggia anche forte per carità, dilava queste nuove aree abbandonate dagli “inutili” muretti a secco distanziati nemmeno tanto per attenuare la discesa a valle del monte che ci importa?
Il vino sarà lì a consolarci dalla piccola perdita del paesaggio a cui tutela costruiamo parchi, piani, uffici i cui segni tangibili sono un po’ cartelli di inossidabile materiale che saranno ritrovati intatti quando il paesaggio che li circonda non esisterà più.

Cornè di Brentonico



domenica 9 luglio 2023

UNESCO

Monte Baldo patrimonio dell'umanità! Bene direi se ci sono "riuscite" le Dolomiti perché non dovrebbe farcela il Baldo? Sono convinto che ci sono tutti i presupposti per arrivare all'agognato riconoscimento. Magari la severa UNESCO chiederà ulteriori garanzie di tutela ma sono convinto che poi comprenderà che l'area è veramente meritevole e: via!
Si via alla rumba turistica che sottintende una tale dichiarazione ammantata come pare ovvio sia di tutela.
Certificato per incrementare un turismo ormai abituato ad emozioni tanto intense quanto superficiali e che soprattutto non incidono realmente nella vita e nelle abitudini di ognuno.
Anzi proprio il turismo di massa continua quell'opera schizzofrenica fra una vita ben regolata e scandita da una parte e la voglia di nuovo ed avventuroso che ci accompagna dall' altra.
Il denaro regola ormai sia la prima parte ed evidentemente anche l'altra. E ahimè UNESCO è diventato nel tempo certificatore soprattutto della bontà del secondo aspetto che accompagna le nostre vite: la scoperta, la curiosità.
Il turismo ha ben compreso che questa patente fa aumentare le visite, le richieste ed in fondo il reddito di tali aree. E quindi? Che male mai ci sarà? Il turismo da da vivere a molti soprattutto nelle zone dichiarate patrimonio dell'umanità!
Che male mai ci sarà? Nessuno per carità ma credo che la vera tutela passi soprattutto per l'assimilazione delle metodiche di vita e di approccio che hanno reso tale quel particolare ambiente, paesaggio, monumento. Il fruirne schizzofrenico ci porta in fondo alla negazione dei motivi e delle cause che hanno reso tale quella bellezza.
L'esempio delle ferrate, dei ponti tibetani sta lì a certificare che le difficoltà le inevitabili rinunce che le montagne richiedono possono essere vinte. L'uomo domina tutto: monti, pareti, gole, forre, orsi, lupi, zecche!
La natura è diventata sempre più la contrapposizione teorica del vivere quotidiano, la via di fuga o di compensazione del nostra "normalità" ed il tutto naturalmente con un buon incremento del PIL.
Se poi la dove ci sono importanti siti patrimonio dell'umanità c'è o c'è stata una guerra nessuna tutela o iniziativa turistica si va ad incentivare che redditi mai porterebbe?
Come vorrei ci fosse un ente certificatore di un "patrimonio di due gatti". Forse si salverebbe quel patrimonio!

sabato 17 giugno 2023

confine

L'altro giorno sono passato per il confine austriaco tedesco e c'era una lunga colonna di macchine.
Arrivato alla fine dell'intoppo mi sono accorto che la causa erano due poliziotti con mitra ed altro, che molto gentilmente, mi hanno fermato e chiesto il motivo della mia visita in Germania. Ho risposto gentilmente che ho una figlia che vive in Germania ed è sposata ad un tedesco. I 20 secondi della conversazione hanno sicuramente allungato la colonna. La mia prima reazione però sarebbe stata quella di rispondere gentilmente che i motivi per cui mi recavo in Germania "erano c***i miei..." e che c'era Schengen sottoscritto anche "mi pare" dalla Germania. Probabilmente la mia relazione istintiva mi avrebbe allungato di molto l'attesa e così più "miti ragioni" hanno prevalso.
Povera Europa! Si fa finta di essere uniti e solidali ma poi gli istinti conservativi più profondi emergono. Non credo che i due poliziotti si siano svegliati quel mattino con l'idea di controllo ma sicuramente qualche "capo" ha detto di fare questo ed a quel tenente l'avrà detto un dirigente e via così. In fondo chi "paga" sono i due poliziotti e i "turisti" senza motivazione ma in fondo paga l'idea di Europa che vuole essere "venduta" ma che attuare è un po' più difficile fra sovranismi e individualismi vari.
Sincerità!

mercoledì 9 novembre 2022

ritorno

Ieri sera tardi sono tornato a casa!
Si dopo 40 giorni, si vede dalla barba, di vagabondaggio nei Balcani prima e nell'Oriente poi ho preso un aereo, due, che in 20 ore mi ha fatto fare quello che avevo impiegato giorni e giorni a percorrere.
Ecco qui uno dei punti che mi preme evidenziare! Non sono contrario all'uso dell'aereo anzi ma credo che arrivare in un luogo a 5000 km senza capire cosa ci sta in mezzo tra qui e la è un po' come giudicare una persona per quello che ci appare di primo acchito senza comprendere il perché od il cosa l'ha fatta evolvere in quel modo. E' la vicinanza che manca e di questa assenza la nostra evoluta società ha imparato a farne a meno. Si consuma ed il viaggio è ahimè il più delle volte, un prodotto da prendere, guide comprese che ci spiegano la storia come a noi piace sentire, e consumare dato che il centro non è il luogo, le persone, la storia di dove andiamo ma siamo noi consumatori che grazie al nostro possedere possiamo sfiorare quello che ci viene mostrato.
La meta era Samarcanda e li sono arrivato passando peraltro per una strada che Tamerlano ha percorso una volta nelle sue "escursioni" alla ricerca "dell'infinito". Ho parlato, discusso, (devo studiare il russo!) osservato, imparato. A poca di distanza c'era Kabul con i suoi monti ma è impossibile andarci e forse proprio grazie a quel "consumo occidentale" di cui dicevo prima. Un russo mi ha definito quel confine uno dei più impermeabili forse secondo a quello fra Corea del Nord e del Sud.
Confini! Altra definizione che ormai non tollero più. A Mitrovica ho ripassato quel ponte ed ancora ho ripensato alle nostre "paci" imposte e per nulla pacificanti e che non è difficile prevedere riporteranno ad altri conflitti.
Ho pianto a Trebisonda! Un po' ricordando mia madre che mi diceva sempre di "non perdere la Trebisonda" un po' per la tormentata ed infinita storia di quei luoghi che dovrebbe essere raccolta e conservata come si deve fare per la Storia proprio per non scordare.
Ho messo un piede nel Mar Caspio ed ho visto e camminato forse le montagne più belle che mai i miei occhi abbiano ammirato. Certo nel bel mezzo del nulla ma sono sicuro che fra non molto ahimè anche grazie a me, diverranno una meta "in" piena di famelici turisti occidentali. Dimitri sarà contento ed il suo futuro un po' più facile!
Si sono tornato e mi sto chiedendo ancora senza certezza alcuna quale sia la strada migliore da percorrere in futuro se quella del silenzio o se continuare a cercare l'infinito come Amir Temur!

Lasciatemi al fine un commento sul mio ritorno alla stazione dei treni di Rovereto! Non c'è stato luogo che più nefastamente mi abbia colpito ancora come quel cantiere ormai infinito, per realizzare il nulla dato che treni sempre irraggiungibili saranno, che è il sottopasso della stazione in sostituzione dei sovrappasso provvisorio (cinque anni) che ormai complica all'infinito la vita di chi va a piedi! In oriente le città costruiscono portali di accesso per magnificare il luogo a Rovereto pure e da questo si comprende l'evoluzione della nostra cultura!

mercoledì 2 novembre 2022

pace

A Bukhara ci sono arrivato ieri sera tardi dopo un viaggio particolare fatto di velocità per una parte e di buche e lentezza dall'altra.
Dopo aver lasciato lo zaino nell'alberghetto che avevo prenotato sono uscito per cenare.
Che volete che vi dica mi sembrava di essere a Rimini, Sharm, Canazei o fate voi. Orde di turisti in ogni dove.
La musica uzbeka che mi aveva accompagnato sono ad allora sostituita da jazz da atmosfera.
Ad un paese ove avevo cambiato macchina ed autista avevo incontrato Shukhart un ragazzo sveglio che mi ha fatto assaggiare dei ravioloni uzbeki di cui non ricordo il nome, una minestra di tutto fatta e buonissima, una specie di yogurt molto denso che mi inondava i baffi ogni volta che bevevo.
Ci siamo lasciati come si lascia qualcuno che vedrai fra una settimana.
A Bukhara il turismo di massa mi ha perseguitato. Ho pagato una cena immonda 10 volte tanto quel pranzo da Shukhart. Hanno preteso contanti, mi sa che Salvini è arrivato qui, e sono andato a dormire arrabbiato con una società occidentale che tutto ingoia con superficialità.
Ho incominciato a pensare che questo era il mio ultimo vagare non volevo più confondermi con turisti assettati di "novità" e foto.
Per carità non vorrei sembrare bacchettone ma alle volte vorrei che la nostra ricchezza non fosse uno schiaffo ad altrui culture, conoscenze.
Insomma sono andato a dormire convinto di essere sempre uno sporco ricco yankee e per di più vecchio.
Oggi ho fatto pace con Bukhara. Si per carità le frotte di turisti sono infinite ma lasciate le quattro cose date in pasto alla massa resta la città da camminare e scoprire. La moschea tutta messa male ma con colonne in legno da fare paura ed un interno affrescato. I'Iman che mi parlava di restauro. Sorridevo.
Poi ho camminato ed ho trovato un tipo che in un forno su ruote teneva in caldo dei panini. Camca.
Ne ho preso uno e mi son seduto su una sedia.
Li mi sono pacificato con Bukhara e la sua gente ma non con i turisti.















domenica 2 ottobre 2022

paure

Questa mattina sono sceso a pagare la stanza dove mi ero fermato a Fiume o forse sarebbe meglio dire Rijeka.
Ho chiesto alla signora se ci fossero autobus o treni per Split. 
La signora mi ha sconsigliato di prendere un treno troppo lento e traballante anzi me lo ha proprio "proibito" confermando che anche qui la società del consumo e del veloce ha ormai vinto 
Ma non era questo l'importante che mi ha colpito, anzi affondato. Parlando ho usato sempre la parola Split ma alla fine ho detto sorridendo Split o Spalato. 
La signora mi ha risposto immediatamente "si vede che il vostro nuovo primo Ministro vi ha già educati bene". Ho risposto che per ora il nostro primo Ministro è sempre quello di prima.
Ma la frase mi ha detto molto delle paure antiche che han fatto riemergere oltre che là (Italia) anche qua (Balcani) le nostre recenti elezioni. 
Mi auguro che queste paure rimangano sepolte ma non negate e soprattutto siano sempre studiate sia di là che di qua.

mercoledì 6 luglio 2022

lavello

Ho scoperto che il mio lavello in acciaio inox posto all'estero, è diventato il cimitero per una infinità di ragni, grilli ed insetti vari che non conosco.
Attirati dall'acqua che seppur minima si deposita sul fondo, questi insetti si lasciano cadere sul fondo convinti di riuscire a ritornare su grazie alle loro lunghe zampette che in ogni dove riescono a fermarsi.
Si: in ogni dove ad esclusione dell'acciaio inox.
Sorrido pensando che alle volte, forse troppe ultimamente, noi nel senso di umanità, siamo come quegli insetti che si lasciano andare sul fondo del lavello in acciaio inox non sapendo poi come uscirne.
La differenza fra quei poveri insetti e noi è la telecronaca che i media proprinano in ogni ora e luogo circa le responsabilità di chi ha messo lì il lavello di acciaio inox.
Vogliano l'acqua facile come quel grillo? Vogliamo l'avventura? Vogliamo "conquistare":la cima? Bhe credo che in fondo siamo come quel grillo che ora cerca affannosamente di risalire.
Capita. È ovvio ma si può sempre pensare che un chi che sia giudice ci dirà la verità e troverà i colpevoli del troppo liscio così da fare "giusti" risarcimenti.
Siamo peggio di quel grillo dato che lui si è infilato nel lavello per un bisogno essenziale: bere! Noi ormai ci infiliamo nei lavelli vari per il bisogno di essere altro rispetto l'infinita di grilli esistenti.
Penso sempre quando cammino per i monti o ghiacciai, alle parole di una vecchia contadina montanara che mi obbiettiva ogni volta la ragione del mio andar per monti senza alcuna ragione essenziale legata alla vera esistenza. Produrre qualche patata, fare un po' di legna, raccogliere qualche frutto, cacciare qualche animale tutte cose proibitissime ora ma che davano un senso alla montagna come parte della vita.
Ora, che della "vil materia" possiamo fregarcene ci rimane l'essenza alta dello salire: il nostro ego!
Ed allora silenzio se capita quel che sempre è accaduto ma che mai ha toccato gli uomini tesi al quotidiano se non non in forme del tutto prevedibili come un naufragio.
In fondo loro come i nostri vecchi, rischiano per poco o nulla: un tozzo di pane!
Ad altri è permesso di rischiare per l'essere di più ed allora: benvenuti la dove si è più.... più.... più poveri.

PS: il grillo ne è uscito aiutato da legnetto ho paura che legnetti nessuno ce li allungherà.
PS: ho visto che la protezione civile ha messo i cartelli per vietare la montagna: si insomma sto pensando di denunciare tutti gli insetti che si avvicinano al mio lavello...e che diamine! Così si risolve il problema!



venerdì 6 maggio 2022

finito

Ho finito! Si non proprio tutto dato che è meglio lasciare qualcosa ancora da pensare e fare quasi sia una porta verso il domani.
Ma ho finito. L'acqua corre dalla cisterna al lavello, accendo il gas, il sole trasformato con batterie ed inverter, illumina le due stanze e da energia al piccolo frigorifero per tenere in fresco le birre.
Sto seduto sui gradini di legno della ripida scala, ascolto il vociare di invisibili uccelli e nessun altro suono. Non un motore solo forse di qualche aereo lontano. Non una voce. Magia della solitudine che riempie da sempre i pensieri ed il tuo cercare.
Leggo qualche notizia ma mi stanco subito. Pare che questo mondo non sia più in grado di sorprendermi eppure all'apparenza sembrerebbe pieno di novità ma in fondo sembrano cose di sempre.
Qualche cima di montagna magari più alta di 8000 m. da conquistare: qualche record da battere: qualche palato da inebriare: qualche luogo da magnificare! E poi mi chiedo se a tutto questo apparire non sia in fondo generatore dei nostri mali, delle guerre.
Anche questo mio scrivere lo è! Lo so e mi chiedo se continuare o chiudere tutto, scendere dalla scala e tagliare un po' di legna per il prossimo fuoco.
Vorrei che la prossima impresa fosse la "conquista" di un punto nel nulla di steppa piana ed infinita. Vorrei che il record fosse la capacità di stare seduti ed ascoltare la natura; vorrei che un po' di pane e formaggio fossero come le lenticchie, un piatto da re; vorrei che i luoghi ci inebriassero per quello che ci raccontano e non per quello che ci raccontano di loro.
Vorrei non apparire, vorrei che il non essere ci salvi dall'essere e dalle sue guerre.
Ora scenderò dalle scale e farò i conti con questa mia assoluta incapacità di non essere che solo questo mio luogo magico mi sta aiutando ad accettare.

Fontechel


domenica 30 gennaio 2022

silenzio

Mi perdonerete, non sono un esperto, ho solo camminato per un po' sui monti ucraini pieni di foreste di imponenti abeti bianchi che Paneveggio pare nulla.
Ho camminato per qualche città: Leopoli bella quanto Parigi nelle sue case, piazze, chiese. Mio padre e mia madre erano nati nello stesso stato di Leopoli. Ora sembra che sia chissà dove. Se la memoria non mi inganna 20.000 soldati Trentini persero la vita da quelle parti per difendere od attaccare chi sa chi.
Ivano Frankoski i nazisti la dichiarano la prima città liberata dalla "feccia" ebraica. Alla fine della guerra si trovarono tre dico tre ebrei sopravvissuti. 
Ben Gurion, Golda Mayer, Kapucinski nacquero da quelle parti. La si parlava polacco poi i polacchi furono spediti ad ovest per prender posto degli sconfitti. 
Movimenti epocali che sembrano lontani ma sono lì ad una manciata di storia dalla nostra. 
Si l'ho fatta lunga ma lasciatemi dire la sofferenza per quel che sta accadendo non laggiù ma ovattate stanze della casa Bianca.
 Gli Usa parlano, minacciano, affermano, appoggiano in definitiva decidono per chi? Per loro! Per la loro poca cultura, conoscenza della storia, per il loro prendere parte per chi garantisce un "mercato" solo all'apparenza equo.
Mi angoscia il silenzio dell'Europa che non sa bene che dire. Non mi angoscia il silenzioso, in questo caso, ministro degli esteri che è riuscito ad "abolire la povertà". Mi tormentano gli autonomisti che non sanno che la loro autonomia deriva dal fatto che eravamo una stessa entità.
Ma sì dai lasciamo agli Usa occuparci di noi anche perché non siamo proprio noi loro altrimenti le badanti come facciamo a recuperarle? 
Lasciamo che gli Usa se ne occupano come hanno fatto  in Iraq, lasciamo che se occupino come hanno fatto in Afghanistan, lasciamo che se ne occupino loro della nostra storia a noi basta il denaro per sembrare ricchi di cosa però non sappiamo.

martedì 17 agosto 2021

Sorna

Visit Rovereto che si definisce "sito web locale e relativo ai viaggi" ma che gli opportuni links rimandano alla Azienda per il turismo Rovereto e Vallagarina ha condiviso il 14 agosto un post relativo ad una "escursione per chi ama la natura" "nel canyon scavato dal torrente Sorna alla scoperta di antiche miniere, ponti sospesi sopra scuri abissi, grotte fiabesche e lisce gole scavate e modellate dall’acqua".
Tutto vero confermo. Ahimè confermo. A parte i "ponti sospesi" realizzati recentemente in acciaio mutando gli originali percorsi dei minatori dato che i turisti mica debbono comprendere ma solo fruire il resto è assolutamente vero.
La valle è una delle più affascinanti del basso Trentino e ne andavo così orgoglioso che quasi mandavo a quel paese le splendide vallate Dolomitiche o del Brenta ormai piegate da una logica turistica che le ha ridotte ad una sorta di parco divertimenti.
Da anni me ne andavo solitario o con qualche amico, su per quel torrente che nessuno quasi nota ma che dopo un centinaio di metri trasforma un ambiente suggestivo, forte, incontaminato.
I percorsi non c'erano: solo il torrente da seguire finché te lo consentiva e poi ritornare e trovare un altro passaggio per continuare. Mai una volta il percorso era uguale a quello precedente. Qualche volta ti infilavi dentro l'acqua sino al torace, altre volte di innalzavi su per pendii rocciosi.
Una magia concordo ahimè con "visit Rovereto" ma c'è un ma. Ora c'è "visit Rovereto" e l'escursione il turismo è o sta arrivando anche qui alla Sorna.
Per 12 euro vi ci portano. Avventura? 12 euro. Direi ne vale la pena il prezzo è modico. Basta tagliare qualche pianta, mettere qualche corda con nodi ben distanziati, qualche chiodo di sicurezza e magari qualche caschetto per le miniere. Il turismo è servito. Ma la Sorna? La Sorna che dice? Il Parco del Baldo mette firme e cartelli che diamine si vada avanti con il turismo.
Le cose belle si possono condividere per carità ma rendere tutto facile è come prostituire i luoghi. Poi chi si importa se la dove la Sorna esce dallo splendido canyon, c'è una vecchia costruzione industriale ormai chiusa non ricordo da quanti decenni e di cui nessuno e men che meno "visit Rovereto" se ne occupa vista la inutile bruttura.
L'importante è vendere quello che di prezioso c'è per il resto meglio non guardare o certo non fare accattivanti video. Al Ponte del Diavolo, ma anche a Crosano e Cornè, c'è un antico capitello malamente o per nulla restaurato e protetto e c'è una flebile immagine di san Giovanni Nepomuceno protettore dei fiumi dove il re di Praga, lo fece annegare.
Spero che il Santo protegga la Sorna da "visit Rovereto" ma ho quasi certezza che al contrario "visit Rovereto" potrebbe pubblicizzare a Praga la Sorna vista la copiosa presenza del santo Boemo.






venerdì 4 giugno 2021

cartelli

Mi chiedo spesso la reale funzione di questi cartelli qui sotto sparsi per ogni dove dalle nostre parti.
Informazioni di primo acchito verrebbe da dire.
In effetti se non mi avessero avvisato del panorama non me ne sarei accorto e come un cretino qualunque sarei andato avanti.
Anche il mio amico tedesco se non fosse stato per quel "the panorama" sarebbe passato oltre pensando che questo nostro ambiente proprio non si può guardare!
Ed invece? Ed invece una sfilza di Enti ci aiuta a non essere indifferenti, sciocchi ed ignoranti e quindi ad ammirare "the panorama", portare a valle i nostri rifiuti e non cogliere i fiori tutte cose che si fanno per l'appunto perché la sfilza di Enti ce lo ricordano altrimenti noi saremo altro.
Quindi? Quindi una funzione potrebbe essere quella di farci sentire al centro delle attenzioni della sfilza di Enti. Se non mettessero quei cartelli noi saremo poveri di panorami, lasceremo immondizia in giro e per i fiori non ci sarebbe vita. Certo dobbiamo ringraziare la sfilza di Enti senza loro la vita sarebbe meno ricca.
Quei cartelli pubblicitari salveranno la nostra ignoranza, l'ambiente e speriamo il turismo. Non ascoltare gli amici tedeschi! Loro non hanno un ambiente da proteggere come la sfilza di Enti.
Il mio amico tedesco, io sono italiano, trentino, roveretano quindi out, mi chiede ma perché non mettono un QR code? Piccolo! Un bastone basterebbe per contenerlo e poi puoi scoprire e studiare quasi tutto.
QR code? Siamo in Trentino! Di code noi ne abbiamo solo ai "the panoramas".
Però una funzione io ce l'ho!
Dar lavoro a chi ha partorito il tutto ed a chi ha vinto la fornitura e posa sperando ci sia stata una gara non informatica naturalmente?
Il QR code comportava quella roba lì? L'informatica? Vuoi mettere il cartello? Si può toccare, rompere, cambiare e soprattutto ci fa sentire intelligenti e coccolati da una sfilza di Enti.
Ecco! Ecco forse ci siamo: ammirate the panorama altro non ci resta sfortunatamente.




sabato 29 maggio 2021

bosco e burocrazia

Me ne sto seduto sull'uscio di casa. Una povera casa fatta di pietra e legno. Dentro c'è un fuoco che da vita. Ascolto i mille invisibili uccelli che mi circondano con il loro canto. Il luogo è appartato, quasi dimenticato anche se un tempo molti ne lavoravano i magri campi e i rocciosi colli erano pieni di capre saltellanti. Ho trovato una foto del 1954 solo qualche albero a segnare i confini. Oggi il bosco sta dappertutto e di tutto si sta impossessando. Come la burocrazia che mille carte, analisi, valutazioni e denaro chiede per consentirmi a star seduto sull'uscio. Ma che tutela è? Forse dell'impiego e del piccolo potere che le viene lasciato su chi solo seduto sull'uscio sta mentre altro meriterebbe forse più forti battaglie.



mercoledì 26 maggio 2021

fune

Una tragedia! Un'altra tragedia! La traente che si spezza, i freni che non entrano in azione e mille altre cose che si sono portate via 14 vite.
Era esattamente il 21 agosto 2018 quando scrivevo di un'altra tragedia quella del ponte di Genova.
Probabilmente se ne dovrà scrivere ancora di altre anche se vorrei sperare di no. 
Non so nulla realmente di quanto accaduto ma sono pronto a scommettere che fra tre anni come per il ponte Morandi, non sapremo con chi prendercela, chi adirare quale colpevole. Si certo sarà la società X, l'ente Y ma ma in fondo nemmeno i presidenti se ne preoccuperanno più di tanto. 
Sapete vorrei che la traente si fosse spezzata! Finalmente saremmo normali, avremmo fatto male i calcoli o ci sarebbe un difetto di chi sa che nell'acciaio. 
Ed invece? Invece ci sarà il Tizio che ha sorvolato su un difettuccio da poco, il Caio che pur essendone a conoscenza non l'ha dichiarato perché era scritto non essere sua competenza, il Sempronio che stava lì a sovraintendere che era arrivato lì perché... perché lo sapete anche voi.
Ah sono quasi certo che le carte, le autorizzazioni, i controlli formali saranno quasi tutti a posto, anche al Morandi era così, ma: ma non basta perché abbiamo costruito forma e non sostanza. Perché ci fermiamo alla forma e non controlliamo la sostanza. Troppo pericoloso farlo. È come la sicurezza sui luoghi di lavoro! Carte! Montagne di carte che si pagano profumatamente ma che a poco servono se non a dissipare le colpe ma non ahimè a salvare vite.
Tre anni fa scrivevo questo: "Crolla un ponte, vengono giù case per terremoti che in altre parti del mondo nemmeno sono considerati tali, esplodono autobotti, treni si sfasciano, muoiono lavoratori stipati in furgoni "clandestini" e via dicendo e subito parte il rito questo si tipicamente italico, della caccia alle "streghe" anche perché chiamarli colpevoli penso sia profondamente vigliacco! Perché? 
Perché di tutto questo la responsabilità è primariamente nostra! Si nostra, di noi italiani che consideriamo "furbo" uno che non dichiara un guadagno, che consideriamo "furbo" chi riesce a costruire superando un vincolo, che consideriamo "furbo" uno che "non butta" denaro nelle "assurde" (e solo ahimè formali) norme della sicurezza, che consideriamo "furbo" chi non paga il ticket sanitario o non fa la coda, che consideriamo "furbo" chi prendendo il sussidio alla disoccupazione poi va a lavorare in nero, che consideriamo "furbo, ops capace" chi sta ai vertici degli uffici senza competenze verificabili e pubbliche, che consideriamo "infame" denunciare tutto questo purché ci lascino "mugugnare" e pensare che non è colpa individuale! 
Poi ci basta un mugugnatore che fa "ridere" e un incantatore che ci rassicuri che la colpa è "dei negri, rifugiati, zingari e comunque di altri e non nostra" per seguirli come i topolini di Hamelin."
Sarei stanco di scrivere di tragedie anche perché nulla cambia davvero ed ho paura ci ritroveremo fra non molto ancora a commentare un'altra tragedia. 

venerdì 16 aprile 2021

prima dose

Va bhe, proviamo a sorridere ed a vedere il bicchiere mezzo pieno. Questa mattina ho ricevuto la prima dose del vaccino Pfizer e qui il bicchiere mezzo pieno termina.
Non so bene da quanto tempo è in funzione il centro vaccinale realizzato presso la Manifattura tabacchi ma subito mi sono sorpreso nel vedere molte persone fuori dalla porta d'ingresso ed in attesa nel parcheggio. Fortunatamente oggi c'era il sole ma certo se avesse piovuto qualche problema ci sarebbe stato.
Mi sono avvicinato per provare a comprendere, nessuno, nessun avviso per spiegare la procedura.
Poi una povera infermiera è uscita ed a gridato 9,20!
5/6 persone si sono fatte avanti e questo mi ha consentito di comprendere la procedura.
Avrei voluto chiamare il qualcuno per posizionare un piccolo display ma troppa tecnologia fa male.
Si anche perché mi chiedevo se mi hanno dato un tempo per presentarmi assieme ad altre 5/6 persone, una ogni minuto, il mega computer poteva darmi contemporaneanente un numero al cui apparire sull'ipotetico display avrei saputo del mio turno così come quando vado dal Poli a fare la spesa. Chiamate Poli, Orvea o simili vi possono aiutare. Al 1
Entrato, sanificazione mani, carte ad "display" umano che cerca in una lista e fortuna trova il nome.
Aspetto un attimo e si libera un box dove una giovane ragazza prende le carte preventivamente compilate chiede di mie patologie e ad una mia domanda circa i tempi del richiamo mi dice di "non rompere le persone che lavorano". Comprendo anche se lo sapevo di già, che 40 non sono sufficienti per sembrare uno che ha fatto e magari fa qualcosa nella vita, soprattutto al cospetto di una giovane di cui non so nulla ma intuisco.
La cosa che mi sorprende di più è che nessuno mi ha chiesto la tessera sanitaria penso che la fiducia nell'onestà dei suoi pazienti sia ben dimostrata altrimenti qualcuno d'altro avrebbe potuto andare al posto mio e nessuno mi ha informato sul tipo di vaccino.
Informatica assente. Immagino come farà Fugatti ad affermare questa sera che siamo arrivati a 120.000 o giù di lì. Ah forse qualcuno batterà più tardi la mia registrazione.
Mi chiedo anche dove mai andranno i cinque fogli di consenso che questa sera saranno 15.000 e domani 30.000...
Passo alla sala di attesa: brevissima! Spalla sinistra!
Ho la camicia! Errore fatale! Dopo la giovane segretaria l'infermiere mi redarguisce dicendomi che dovevo indossare qualcosa di comodo! Ancora una volta mi sento inadeguato! Ho solo camice! Sorry Sorry Sorry.
Chiedo che vaccino mi stato inoculato? "Oggi con i social tutti vogliono sapere...." Comprendo e taccio!
Esco e...vorrei una cima di una montagna dove starmene da solo, indossando una camicia, confidando nell'intelligenza e nella analisi scientifica ma mi rendo conto che è un sogno e che forse ha ragione questo virus...che distingue solo per età e fortunatamente non per conoscenza.

mercoledì 7 aprile 2021

cenere

Questa mattina ero quasi disposto a cospargermi il capo di cenere e chiedere scusa alla PAT ed al servizio sanitario per le scelte a suo tempo effettuate e di cui ho parlato qualche giorno fa.

Il sito CUP che controllavo ogni mattino, dava un nuovo link per i nati dal 46 al 51! Finalmente: codice fiscale, tessera sanitaria ed in un men che non si dica avevo il mio appuntamento per la prima e seconda vaccinazione! Ventuno giorni di differenza ed una rapida verifica con un medico mi confermava che i 21 giorni sono per il vaccino Pfizer! Alla conclusione della prenotazione un link mandava ai documenti necessari per presentarsi alla vaccinazione; di qui due ulteriori links uno per gli over 80 e fragili l'altro per tutti gli altri! Naturalmente ho scaricato quest'ultimo e sorpresa l'informativa riguardava il vaccino AstraZeneca.

Ma come mi danno l'appuntamento dopo 21 giorni e mi informano circa il vaccino Anglo Svedese?

Altro giro di telefonate e il medico mi conferma che 21 giorni sono per Pfizer mentre per AstraZeneca i giorni per la seconda dose possono variare da 28 a 84 gg.

Comincio ad innervosirmi e scuoto la cenere dal mio capo!

Ritorno sul sito del CUP e "miracolo" dopo due ore hanno cambiato il modulo che ora è più generico e non fa riferimento al tipo di vaccino ed anzi lascia in bianco il tipo che sarà compilato al momento!

"El tacom l'è pezo del sbrech" si diceva una volta!

Ma se danno un appuntamento dopo tre settimane non può che essere Pfizer mentre se è maggiore non può che essere AstraZeneca!

La cosa che mi inquieta è oltre alla superficialità dell'informazione, quella della programmazione delle dosi. Vi sono due ipotesi una spero quella vera, in cui il sistema in base al tipo ed alla quantità di vaccini e alle caratteristiche del paziente fa una scelta ponderata l'altra più angosciosa in cui il sistema da a tutti tre settimane di intervallo adattandosi poi in corsa ed evidentemente spostando il secondo appuntamento.

Metterò ancora cenere sul mio capo se qualcuno confermerà la prima ipotesi mentre pur ringraziando, incomincerò a preoccuparmi ora non tanto dei vaccini ma di tutto quello che significa se la seconda ipotesi troverà conferma.

domenica 7 marzo 2021

marketing

Evviva, evviva, evviva! Tanto ci voleva per rendere felice la società trentina che vale, conta e dirige? Finalmente Ferrari sponsor di Ferrari. Un cognome: una storia e giù plausi. E stamani l'altra perla la Sat che si "lega a quattro realtà trentine", ma chiamarle ditte più o meno pubbliche era forse più vero e quindi difficile, "e naturalmente per condividere scelte ed iniziative non solo degli iscritti ma di un'intera collettività"! Ecco anche a nome della collettività iniziano a parlare pensando di essere evidentemente mandati dal cielo come diversi salvatori di patrie fortunatamente accantonati dalla storia ma mai abbastanza dalla piccole manie di grandezza di qualcuno.
Quello che fa la Ferrari o la Sat non mi riguarda anche se mi piace sia il Ferrari sia la Sat di cui sono stato un iscritto per più di trenta anni come peraltro mio padre che la riteneva l'unica associazione libera al tempo del fascismo ma ora, non essendoci il fascismo, certo non ha bisogno della libertà anzi delle cordate anche molto lunghe che in montagna sono direi sempre pericolose od almeno così mi insegnavano alla Sat un tempo.
Ritengo tutto questo marketing! Per carità nulla di male esiste e certo non se ne può fare a meno. Ma sino a che punto spingerlo in avanti al fine di costruire una società che si autoalimenta di apparente qualità che contiene contemporaneamente profonde ingiustizie?
Capisco che per creare plusvalore oggi forse a differenza del passato, si operi non tanto sul lavoro degli uomini ma sul renderli "esclusivi" e quindi capaci di concedere plusvalore attraverso i loro acquisti sino al momento in cui riescono a farlo sentendosi poi quasi un nulla quando le risorse del loro lavoro non concedono più di formare quel plusvalore necessario all'acquisto successivo.
Ferrari giustamente dal suo punto di vista, fa una operazione di marketing che naturalmente pagheremo se vorremo più in là brindare con una sua bottiglia. La Sat fa un'operazione più raffinata per certi versi e questo ahimè mi fa pensare od ad un'intelligenza superiore dei suoi vertici o più prosaicamente ad una più persuasiva operazione di marketing dei compagni di cordata.
Naturalmente parole quali, protezione, ambiente, green si usano abbondantemente e così deve essere per ovvi motivi vorrei ben vedere se il marketing usasse parole diverse che ahimè al contrario accompagnano la realtà un po' più vasta dell'umana società.
La montagna diviene sempre più luogo del turismo per lo più massificato, con un forte radicamento in una società turistica, impianti, alberghi, sentieri attrezzati, cascate controllate, che per continuare a svilupparsi ha necessità del marketing per alimentare quel plusvalore di cui prima. Che sia inevitabile lo posso per certi versi comprendere, che sia giusto mi è difficile pensarlo. Il territorio, la montagna nel nostro caso, diviene luogo avulso dalla realtà della vita quotidiana che almeno sino a qualche decennio fa, costituiva l'equilibrio delicato fra uomo e natura. Ora l'uomo domina, governa, progetta e certo facendosi scudo proprio di quell'equilibrio che al contrario anche occhi non esperti ormai vedono distrutto.
E' difficile lo credo bene coniugare, montagna, agricoltura, turismo, ma credo sia uno sforzo che non va lasciato a chi pensa che nel marketing stia la soluzione ma a chi crede che nel lavoro quotidiano, difficile, paziente possa forse alla fine trovare una soluzione. Altrimenti dichiariamo il Trentino quello del Brenta, della Val di Fassa, del Primiero parco divertimenti d'Europa e continuiamo a cambiarne la fisicità e soprattutto l'approccio da parte delle persone. Il marketing ci sta riuscendo e ci riuscirà ne sono quasi certo ma per cortesia lasciateci almeno quelle aree periferiche, dove il turismo è lieve, l'uomo non trova più sostentamento come un tempo dato che mettere sotto il culo di un turista un sedile di seggiovia paga decisamente di più che la cura di un bosco, di un campo, di un muretto di sostegno che poi in fondo sono l'essenza dei luoghi dove sono nato e cresciuto felice della loro bellezza creata da tanto lavoro collettivo quando questo era governato dal plusvalore e non dal marketing!

giovedì 4 marzo 2021

random

La sensazione è che in questo paese, le cose, i metodi non cambino mai anzi se possibile, peggiorino. E non credo, come al contrario molti additano, sia la politica che non fa, sbaglia o è corrotta. Credo che siamo un po' tutti noi chi più chi meno evidentemente, che non facciamo, sbagliamo o siamo in fondo un po' corrotti confidando nelle nostre "relazioni" più che nella organizzazione.
Mi riferisco alle vaccinazioni anche se si potrebbe estendere a numerose altre problematiche.
Prima hanno detto il personale sanitario, poi gli ultraottantenni, poi le forze dell'ordine, poi gli insegnanti e poi ho perso il conto. Tutti ragionamenti perfetti, con tanta logica e tu ti adegui pensando che prima o poi toccherà anche a te.
Ma? Forse quando tutte le piccole istanze dei piccoli poteri saranno soddisfatte.
Infatti incontri un vecchio amico medico da qualche anno in pensione, e scopri che è stato vaccinato in quanto medico pur non esercitate. Poi incontri un'amica più giovane e scopri che è stata vaccinata dato che avendo avuto un fidanzato infermiere nel caso qualcuno non si presenti chiamano gli amici: fare una riserva è troppo scientifico. Poi vedi in FB che qualcuno, più di qualcuno, che conosci poco per carità è stato vaccinato e ti sfugge la motivazione ma certo ci sarà.
Poi gli avvocati e naturalmente i giudici, mi scuseranno gli amici avvocati se li metto sullo stesso piano dei giudici ben sapendo che in tribunale non lo sono. Poi i giornalisti, poi carcerati, poi i disabili poi, poi con calma chi fa silenzio, chi non appartiene ad una corporazione ma certo sono cose della nostra quotidianità meglio adeguarsi ed in silenzio aspettare che magari un qualche criterio certo non logico arrivi a te.
Quello che mi fa sorridere, data l'età mi incavolo decisamente meno, è che hanno creato una applicazione per chiedere e scoprire che non sei fra gli interessati a tale "intervento".
Sorrido pensando ai dati che stanno lì depositati nei mega calcolatori che in teoria potrebbero con opportuni algoritmi, oddio scusate parola che pare quasi un'ingiuria, selezionare tutti i nomi in un ordine pressoché perfetto e corretto ma certo privo di quel "sano" intervento del santo, perdon padrino, protettore che la logica matematica vede come un subdolo attacco alla "democrazia".
Beh io un criterio mi sentirei di suggerirlo ed è quello che hai tempi della scuola mi tormentava di più ed è quello dell'ordine alfabetico: rido!
Ah l'algoritmo di cui sopra potrebbe random, selezionare nella lista di cui sopra qualche "variante" tanto per far sembrare quasi divino e non banalmente umano come è ora, l'inserimento nella lista della lotteria.

giovedì 25 febbraio 2021

vie

Sono sotto una palestra di roccia. Ogni tanto mi piace arrivare su questi salti e scoprire luoghi altrimenti persi. La parete è esposta a sud anche oggi si potrebbe arrampicare con una maglietta leggera. So che il luogo è frequentato anche da tedeschi, austriaci, cechi e da ogni dove e quindi è un luogo conosciuto.
In effetti è vicino ad un parcheggio dove si possono lasciare i camper. Il prato, cengia sotto è ampio e bello così i bimbi possono giocare senza problemi. Ma? Ma? Ma guardando le vie tracciate con rara verticalità e segnate da un chiodo ad espansione ogni due metri mi è venuto spontaneo ritornare alla mia gioventù quando mi avventuravo su per pareti come questa.
Chiodi? Due o tre al massimo e piatti da infilare nelle fessure della roccia sperando si incastrassero per bene. I chiodi te li faceva un amico fabbro da ringraziare per la sua passione. Moschettoni? Si io ne avevo quattro di cui uno serviva per l'imbrago. Corde? Una da 50 m. comperata dopo tanti risparmi e comunque sempre troppo rigida e che per fortuna non mai testato allo strappo.
Ma oggi guardando, osservando la roccia sopra di me la mia mente cercava fessure, soprattutto verticali, considerava qualche rovere come possibile sosta per risparmiare il chiodo che comunque il fidato secondo avrebbe tolto. La mia memoria mi accompagnava su per qualche diedro in cui certo è più facile avanzare non fosse altro per contrapporsi con le gambe.
Mi sono accorto che la mia mente, i mie occhi cercavano la via più sicura e forse la più facile riportandomi ad antiche visioni. Guardavo le nuove via indipendenti dalla natura dalla conformazione della roccia anzi tracciate proprio là dove nessuno vecchio alpinista si sarebbe avventurato. Al centro c'è l'atleta non l'alpinista. Il superare con la forza e certo l'equilibrio quel vuoto ormai sicuro per tutti quei chiodi a pressione infilati lì dove i poveri martelli di un tempo non avrebbero nemmeno accarezzato la roccia.
Mi sono chiesto se è bene? Non ho risposte. Ma ogni giorno di più vedo questo uomo vincere su una natura e non viverci con essa con le sue fessure diedri, cenge.
E se lo si fa in un ambiente così bello come questo immagino cosa si possa fare in un luogo ove nulla o poco ti riempie gli occhi ed il cuore.
Poi ci possiamo lamentare che le cose non vanno, che troppi e troppe sono ammazzate per ragioni da poco ma ahimè anche l'arrampicare ormai pare sia una sola sfida fra uomini e non un equilibrio fra natura e uomo.





martedì 9 febbraio 2021

restauro

Ieri sono ritornato a Trento! Era un bel po' che non ci andavo per evidenti motivi. Il caso o forse nemmeno, ha voluto che passassi da piazza Duomo che sempre mi colpisce per la preziosa fattura degli edifici che la circondano e per quel strano rapporto con via Belenzani, quella del Comune per intenderci, che certo non affonda nel tempo in cui fu realizzato il Duomo. Una cosa e mi spiace chiamarla così, mi ha colpito subito ed è stata la fontana del Nettuno che per età fa più rima con la via di cui sopra che non con il Duomo.
Qualcuno, forse tutti, diranno splendido restauro! Ma? A me è sembrato un'opera fuori tempo. Si forse sarà come quando è stata realizzata, forse, ma certo c'era qualcosa che strideva e non era tanto l'armonia degli intagli nelle diverse pietre ma la perfezione, la pulizia del tutto. Non un segno del tempo, non un colpo di martello sul "ginocchio". I trentini e la loro soprintendenza hanno fatto un lavoro perfetto! Che altro? Si! Forse come i pluviali in inox del vicino duomo che subito sono andato a rivedere tanto per farmi male e consolandomi subito dopo, con la vista con il protiro.
L'arte concepita come indipendente dal tempo, dalla vetustà, dall'oblio mi chiedo che arte sia? Si certo pare essere come la giustizia indipendente dalla verità! O come la natura, il paesaggio indipendenti da chi vi dimora! Nulla. Non ce la faccio a sopportare questa "cultura" indipendente dal tempo, dalle passioni, dalla storia, dagli incendi, dalla distruzione che decide che qualcosa non dovrebbe avere il tempo come variabile. Forse gli uomini che pensano a questo credono di aver sconfitto il tempo o per bene che vada, pensano che le cose, le opere, le persone siano estranee al tempo. Forse questo spingerà qualcuno a pensare che il tempo si possa sconfiggere! Con un buon restauro naturalmente.
Della pietra o del corpo in fondo che differenza fa?
Conservare non credo significhi rendere indelebile l'opera ma renderla presente nella memoria e nella vita di tutti noi e in piazza Duomo quel restauro mi è sembrato come quello di una donna che un po' si è "tirata", "pompata", "rifatta" per farsi ammirare forse di più ma incapace di amare nonostante rughe, decadimenti, che forse ancor più ne esaltano la bellezza dell'essere, della mente e del cuore. Lasciate che si invecchi, lasciate che i monumenti invecchino, lasciate che le città diventino belle per il cuore e per la mente.