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venerdì 2 settembre 2022

Roma

Sono tornato a Roma! Erano tre anni o forse più che non ci venivo.
Roma ho capito, è come una vecchia amante. Magari dopo tre anni vedi un po' di rughe in più, magari le ascelle non sono proprio pulite ed anzi qualche pelo emerge come la monnezza sui marciapiedi.
Ma di Roma non ti fermi a questo ma lasci che le emozioni ti portino indietro nel tempo quando tu e lei eravate più pimpanti.
Ed allora incominci a camminare e non è importante scoprire cose, bellezze nuove ma lasciarti cullare da antichi incontri e scoperte.
Passi dal Pantheon e ci vai dentro e guardi su e vorresti essere stato lì anche da schiavo mentre impastavano quel magico calcestruzzo. Poi esci e te ne vai giù per via delle Coppelle e ti fermi da Maccheroni per una griccia. San Luigi dei Francesi è lì ed anche se non entri senti che il Caravaggio ti chiama come Gesù che chiama Matteo. Arrivi a Navona e mentre tutti si concentrano sulla fontana tu apri la bocca come sempre per quel rientrare sinuoso della facciata del Bernini e ti chiedi se l'ha fatto per la fontana o per la chiesa?
Ti prendi un gelato a Della Palma ma il cioccolato all'arancia lo ricordavi più..... più....
Va beh ti consoli con Santa Maddalena cercando la zingara che sempre ti offriva una rosa rossa per una ipotetica amante e che tu regalavi a lei dopo un po' di corteggiamento.
Li in fondo c'è la chiesa di Sant'Ignazio bella come non mai e sorridi pensando ad Andrea Pozzo che salva il culo all'architetto forse incapace di voltare la cupola.
Poi ripensi sempre ad Andrea ed all'università di Bratislava: un tempo altro che EU se sapevi lavorare.
Cammini e sai che li quasi in fondo ci sono i Filippini con il loro ordine preciso e suadente.
Ti manca tanto ma giri a sinistra e te ne vai a rendere omaggio al più grande dei radicali e ti ricordi che in fondo a te è andata bene grazie anche a lui: mi inchino a Giordano.
Meglio tornare ad Itaca e lasciare emozioni che ti hanno accompagnato per tanto ed ancora ora ti accompagnano.
Meglio non rimpiangere quelle stanze del dipartimento dove a lungo stavi a discutere, pensare. Che bello rivedere vecchi amici e scoprirne di nuovi e sempre più convincerti che l'apparire segue solamente chi non "gna fa" come dicono da queste parti e come è vero dappertutto.

Giordano Bruno
"...forse tremate più voi nel pronunciare questa sentenza che io nell'ascoltarla..."


mercoledì 26 maggio 2021

fune

Una tragedia! Un'altra tragedia! La traente che si spezza, i freni che non entrano in azione e mille altre cose che si sono portate via 14 vite.
Era esattamente il 21 agosto 2018 quando scrivevo di un'altra tragedia quella del ponte di Genova.
Probabilmente se ne dovrà scrivere ancora di altre anche se vorrei sperare di no. 
Non so nulla realmente di quanto accaduto ma sono pronto a scommettere che fra tre anni come per il ponte Morandi, non sapremo con chi prendercela, chi adirare quale colpevole. Si certo sarà la società X, l'ente Y ma ma in fondo nemmeno i presidenti se ne preoccuperanno più di tanto. 
Sapete vorrei che la traente si fosse spezzata! Finalmente saremmo normali, avremmo fatto male i calcoli o ci sarebbe un difetto di chi sa che nell'acciaio. 
Ed invece? Invece ci sarà il Tizio che ha sorvolato su un difettuccio da poco, il Caio che pur essendone a conoscenza non l'ha dichiarato perché era scritto non essere sua competenza, il Sempronio che stava lì a sovraintendere che era arrivato lì perché... perché lo sapete anche voi.
Ah sono quasi certo che le carte, le autorizzazioni, i controlli formali saranno quasi tutti a posto, anche al Morandi era così, ma: ma non basta perché abbiamo costruito forma e non sostanza. Perché ci fermiamo alla forma e non controlliamo la sostanza. Troppo pericoloso farlo. È come la sicurezza sui luoghi di lavoro! Carte! Montagne di carte che si pagano profumatamente ma che a poco servono se non a dissipare le colpe ma non ahimè a salvare vite.
Tre anni fa scrivevo questo: "Crolla un ponte, vengono giù case per terremoti che in altre parti del mondo nemmeno sono considerati tali, esplodono autobotti, treni si sfasciano, muoiono lavoratori stipati in furgoni "clandestini" e via dicendo e subito parte il rito questo si tipicamente italico, della caccia alle "streghe" anche perché chiamarli colpevoli penso sia profondamente vigliacco! Perché? 
Perché di tutto questo la responsabilità è primariamente nostra! Si nostra, di noi italiani che consideriamo "furbo" uno che non dichiara un guadagno, che consideriamo "furbo" chi riesce a costruire superando un vincolo, che consideriamo "furbo" uno che "non butta" denaro nelle "assurde" (e solo ahimè formali) norme della sicurezza, che consideriamo "furbo" chi non paga il ticket sanitario o non fa la coda, che consideriamo "furbo" chi prendendo il sussidio alla disoccupazione poi va a lavorare in nero, che consideriamo "furbo, ops capace" chi sta ai vertici degli uffici senza competenze verificabili e pubbliche, che consideriamo "infame" denunciare tutto questo purché ci lascino "mugugnare" e pensare che non è colpa individuale! 
Poi ci basta un mugugnatore che fa "ridere" e un incantatore che ci rassicuri che la colpa è "dei negri, rifugiati, zingari e comunque di altri e non nostra" per seguirli come i topolini di Hamelin."
Sarei stanco di scrivere di tragedie anche perché nulla cambia davvero ed ho paura ci ritroveremo fra non molto ancora a commentare un'altra tragedia. 

giovedì 4 marzo 2021

random

La sensazione è che in questo paese, le cose, i metodi non cambino mai anzi se possibile, peggiorino. E non credo, come al contrario molti additano, sia la politica che non fa, sbaglia o è corrotta. Credo che siamo un po' tutti noi chi più chi meno evidentemente, che non facciamo, sbagliamo o siamo in fondo un po' corrotti confidando nelle nostre "relazioni" più che nella organizzazione.
Mi riferisco alle vaccinazioni anche se si potrebbe estendere a numerose altre problematiche.
Prima hanno detto il personale sanitario, poi gli ultraottantenni, poi le forze dell'ordine, poi gli insegnanti e poi ho perso il conto. Tutti ragionamenti perfetti, con tanta logica e tu ti adegui pensando che prima o poi toccherà anche a te.
Ma? Forse quando tutte le piccole istanze dei piccoli poteri saranno soddisfatte.
Infatti incontri un vecchio amico medico da qualche anno in pensione, e scopri che è stato vaccinato in quanto medico pur non esercitate. Poi incontri un'amica più giovane e scopri che è stata vaccinata dato che avendo avuto un fidanzato infermiere nel caso qualcuno non si presenti chiamano gli amici: fare una riserva è troppo scientifico. Poi vedi in FB che qualcuno, più di qualcuno, che conosci poco per carità è stato vaccinato e ti sfugge la motivazione ma certo ci sarà.
Poi gli avvocati e naturalmente i giudici, mi scuseranno gli amici avvocati se li metto sullo stesso piano dei giudici ben sapendo che in tribunale non lo sono. Poi i giornalisti, poi carcerati, poi i disabili poi, poi con calma chi fa silenzio, chi non appartiene ad una corporazione ma certo sono cose della nostra quotidianità meglio adeguarsi ed in silenzio aspettare che magari un qualche criterio certo non logico arrivi a te.
Quello che mi fa sorridere, data l'età mi incavolo decisamente meno, è che hanno creato una applicazione per chiedere e scoprire che non sei fra gli interessati a tale "intervento".
Sorrido pensando ai dati che stanno lì depositati nei mega calcolatori che in teoria potrebbero con opportuni algoritmi, oddio scusate parola che pare quasi un'ingiuria, selezionare tutti i nomi in un ordine pressoché perfetto e corretto ma certo privo di quel "sano" intervento del santo, perdon padrino, protettore che la logica matematica vede come un subdolo attacco alla "democrazia".
Beh io un criterio mi sentirei di suggerirlo ed è quello che hai tempi della scuola mi tormentava di più ed è quello dell'ordine alfabetico: rido!
Ah l'algoritmo di cui sopra potrebbe random, selezionare nella lista di cui sopra qualche "variante" tanto per far sembrare quasi divino e non banalmente umano come è ora, l'inserimento nella lista della lotteria.

sabato 3 ottobre 2020

Fonte Avelana

Circa 25 anni fa in una delle mie solite "divagazioni" arrivai qui. 
Mi sorprese il luogo "avelana" volam in dialetto nostro, il monastero e soprattutto lo scritorium dove pazienti monaci copiavano infiniti testi sacri. La sala a doppio livello con le finestre che si intersecano con la volta diffondendo una luce di forza costante per tutto l'ambiente mi colpirono allora ed oggi mi hanno affondato conscio ancora più della forza di quei nuclei benedettini che lentamente costruirono quel mondo su cui poggia il nostro culo flaccido e la nostra mente lamentosa.
Ho camminato, guardato, pensato e infinite connessioni logiche mi venivano spontanee.
Poi i monti attorno a ricollegare il filo che l'altro giorno avevo lasciato a San Benedetto Po.
Non vorrei sembrare troppo "religioso" non lo sono vi assicuro, ma certo ammiro la forza di quei prodi che con fatica e regole costruirono il nostro mondo governato ahimè oggi solo da poca fatica e poche regole. Ma dove volete andare?
L'ingresso



La chiesa


Lo scrittoio!



giovedì 1 ottobre 2020

Dal Lago Scaffaiolo a Cutigliano

7° giorno: di riposo...sono disceso dall'altra parte del monte in Toscana. Si è messo a piovere e così modifica dei piani. Autobus per Pistoia poi si vedrà.
Lago Scaffaiolo partenza

scendendo fra castagni


Cutigliano

Duomo di Pistoia


Battistero di Pistoia
Strada di Pistoia




mercoledì 30 settembre 2020

Da Fanano al Lago Scaffaiolo

6° giornata: la più tosta per ora. Non la più lunga ma 1500 m di dislivello con uno zaino bello tosto sono faticosi.
Si parte da questo piccolo borgo Fanano con una chiesa tardo romanica che è un piccolo capolavoro soprattutto nella struttura interna; vi sono numerose case della stessa epoca a dimostrazione che un tempo il passaggio della via Romea portava agiatezza. 
Al solito è la prima parte quella del monte che un tempo fu abitato che riserva le sorprese migliori: tratti di strada ancora perfettamente selciati, piccole edicole votive che segnano il percorso ed il suo mutare, ed infine Caselle un borgo abbandonato nel 53 per via di una frana. 
Un incanto come i numerosi muri di sostegno che ti accompagnano. Poi la salita si fa erta sino al lago Pratignano che fortunatamente ha tenuto lontano gli attacchi del turismo. Poi una lunga attraversata che conduce alle ripide pendice di uno dei monti più alti della zona lo Spigolino. Poi un tratto nervoso sino al lago che mi dicono splendido ma che la fitta nebbia non mi fa nemmeno vedere.
Ora chiudo e mi infilo nel sacco a pelo domani speriamo non piova.
Vi regalo una foto del lago ora che la nebbia è scesa in valle.
Strada di salita



Caselle

Particolare strada a Caselle

Lago Pratignano




Monte Spigolino


Lago Scaffaiolo con luna


martedì 29 settembre 2020

Da Concordia a Fanano

5° giorno: oggi non ho camminato molto ma mi sono spostato molto utilizzando i mezzi pubblici: esperienza quasi più faticosa per via della complessità di acquistare il biglietto a zone giusto e per qualche altro dettaglio che mi fa pensare che chi "partorisce" il sistema in realtà non lo usa.
Comunque sono arrivato a Fanano! Paesino sul fianco di monti che salgono verso il Corno alle Scale. 
Tutti si lamentano della crisi ma in booking non ho trovato una stanza libera mentre all'ufficio turistico mi hanno detto esserci 20 strutture. Il ristorante dove sono poi mi ha chiesto se avevo prenotato dato che la sera si mangia solo su prenotazione: ma? Comunque gli gnocchi non sono male ed il San Giovese ancora di più.
C'è una splendida chiesa tardo romanica dedicata a San Silvestro. 
Domani monti! Di nuovo, finalmente e domani tenda al lago Scaffaiolo che sta a 1800. Poi iniziera la cresta ma certo dovrò pur scendere ai paesi per mangiare. Sarò in Toscana! 
Ora è tempo di salire...ciao pianura!

Rocca di Vignola

Meridiana Vignola

San Silvestro - Fanano


Particolare capitello


Da San Benedetto Po a Concordia sulla Secchia

Quarto giorno: dopo il Mincio, dopo un piccolo pezzo do Po e dopo esser passato sulla sponda destra dello stesso, ieri ho incontrato e seguito un altro fiume il Secchia o La Secchia come dicono qui. Il fiume scende dagli Appennini dove alla fine arriverò. 
Tratto molto tranquillo e stradina sempre posta sul forte argine che qualcuno poi mi ha spiegato essere iniziata la costruzione subito dopo il mille deviando il fiume nel Po' mentre prima andava a formare paludi dalle parti di Ferrara. Insomma una bonifica iniziata per tempo.
Alla fine sono arrivato a Concordia e lì è come essere a casa.

Il Teatro del Popolo a Concordia


La Secchia

La follia dei parenti


lunedì 28 settembre 2020

cupola

Cerco la mia cupola! Dovrebbe essere là, gialla, svettante con il tetto a piramide che la chiude. 
Do la colpa alla cortina di alberi là in fondo, poi a quelli qui vicino, poi alla distanza ancora troppo grande, poi alla mia mancanza di coraggio al non osare troppo per trovare mediazioni che sempre non sono adeguate.
Penso ai campanili visti da lontano in questo viaggio, penso alla cupola di Sant' Andrea a Mantova, penso che un progetto alle volte è un segno, un punto nel territorio dove poveri viandanti sanno essere casa.
Poi, poi, dopo una curva un'altra curva, una cortina di alberi, un albero grande, poi vedo lei! Sorrido! Mi piace! Non è nulla ma la conosco, di lei so ogni perché, so dei numeri che la compongono, so dei suoi difetti, so i pregi. 
So chi ci ha messo mani, forza per tirarla su. Ma fondo quella piccola, strana cupola è lì sopra le case che la circondano. È altro vedere le cose dopo la fatica di cammino. 
Mi basta ora voglio riabbracciare Franco, qualche altro amico di Concordia e continuare a camminare.



domenica 27 settembre 2020

Da Porto Mantovano a San Benedetto Po

Terzo giorno: attraversare una città è sempre interessante se poi la città è Mantova un po' di più. Non sono i ciottoli, non è la chiesa di Sant Andrea, ne le ordinate case basse che ti accompagnano per un bel po' di cui voglio parlare è come si esce da Mantova verso il lago inferiore: prima c'è un bel parco, poi il circolo tennis cittadino, poi il campo di motocross e per finire il campo rom! Non aggiungo altro. Di lì poi il sentiero segue il Mincio che placido percorre come un vecchio il suo ultimo tratto. Io ero con lui anzi eravamo assieme: un po' lenti, un po' vecchi, un po' guizzanti come quando qualche pesce saltava fuori dalle acque. 
Ho lasciato il Mincio che mi ha accompagnato in questi giorni ed ho girato a destra. Sono sceso dal possente argine chiedendomi quante braccia e quanta fatica gli stavano dentro.
Poi un nuovo argine ancora più alto. Di lassù il Po'! Salire sul ponte ed attraversarlo è stata una impresa. Nessuno prevede che ci sia qualcuno che attraversa il ponte a piedi! Solo auto, auto. 
Al di là pensavo d'essere in Emilia ed invece no Mantova è passata di là pure. A San Benedetto Po' mi sorge il sospetto ci sia una abazia benedettina! Splendida! Storia al solito "venduta" malamente. Ma Giulio Romano mi rapisce e con lui infiniti dettagli che riempiono gli occhi di bellezza.
Mantova - Sant Andrea

Il Po

Abbazia di San Benedetto Po con statua di Matilde di Canossa


Giulio e le serliane




Abbazia San Benedetto in Polirone

Le virtù, di Matilede!



sabato 26 settembre 2020

Da Volta Mantovana a Porto Mantovano

Secondo giorno: le colline ti accompagnano per pochi chilometri ed è il tratto che vorresti mai finisse. Poi gli ultimi cumuli glaciali e poi la pianura. Le sue strade diritte che mai sembrano finire siano asfaltate o no. 
Guardi l'orizzonte la dove un dosso di un piccolo ponte diviene il punto di fuga che sembra sempre spostarsi e tu piccolo uomo non ce la fai. Ancora rette che mai sembrano finire e che invitano a guardare oltre. 
Goito finalmente con il suo forte fiume che corre veloce certo più di te che ansimi nelle infinite rette. C'è un mulino, di Otz lì chiamano in barba alla storia, e c'è il fiume che da forza ad un paesaggio altrimenti piatto. 
Una sosta un po' d'acqua e via. Ora non è la campagna che ti circonda ma un canale ahimè diritto e non sinuoso. Osservi canali che possano sopra ad altri canali e canali che passano sotto. L'acqua sembra essere l'elemento più costruito del paesaggio e le strade la accompagnano. 
Duro, lungo, noioso tratto e la Mantova finalmente appare con la sua cupola le sue mire rosse e l'orizzonte mosso da rette linee.
Sorrido scoprendo che a Mantova non ci sono più posti liberi in albergo ad un prezzo normale. Non mi si dica che il Covid ha messo in ginocchio gli alberghi! Anche gli ospiti!

Il Mincio


Il Mincio a Goito


decadenza

Ecco un piccolissimo e nemmeno il più grave, esempio di quel che intendo per decadenza. 
La pietra ovale, genio chi l'ha pensata, con una semplice scritta in caratteri bodoniani. La bellezza in poco. Ed accanto lo specchio, utile a qualcuno e messo dove serve senza alcuna attenzione. E nessuno di inutili sopraintendenze, uff. urbanistici, commissioni, amministratori che dica nulla. L'importante è che le inutili carte siano a "posto". La realtà è altro.