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mercoledì 31 marzo 2021

fagioli e tonno

Oggi sono tornato in Chile! Laggiù nell'isola di Navarino dove vagai solitario per cinque splendidi giorni fatti di tempeste, vento, pioggia, sole, freddo e caldo quest'ultimo solo nel sacco da meno venti gradi.
Ma oggi non c'è vento, è una splendida giornata e saranno venti gradi senza nessun sacco.
Sembrerà strano ma quello che mi ha fatto fare un balzo di 20.000 km è stato il mio pasto: fagioli e tonno! Uno dei più leggeri, gustosi, economici pasti avendone ancora le caratteristiche e non come le barrette che come la nostra società ricca ed opulenta, riassume nel nulla l'essenza delle cose.
Stamani ridevo dentro di me mentre preparavo lo zaino ma ora un po' di nostalgia per quei denti di Navarino mi è venuta mangiando tonno e fagioli e guardando i frassini che intorno stanno per fiorire.

lunedì 13 agosto 2018

Ahuenco


lunedì 12 marzo 2018

Cile

Oggi è l'ultimo, per ora, giorno in Chile! Questa notte prenderò un autobus per Uyuni in Bolivia e continuerò questo viaggio per questo immenso e bellissimo continente. 
Un saluto al Chile è a tutti gli amici qui incontrati. Terra che non puoi fare a meno di amare per essere selvaggia, forte, infinita. Terra che con la sua vastità ti riconduce alla tua piccolezza. Terra ove proprio per questo, gli uomini e le donne ti accolgono, ti accompagnano conosci che il viaggio attraverso i monti, su per un vulcano, lungo una costa, nel mezzo di un deserto altro non è che la nostra vita e che meglio è condividerla con altri che viaggiano come te. 
Terra ove l'essere anziano o giovane poco conta, dove accogliere e condividere è non solo normale ma gioia di conoscere. 
Terra también con le sue contraddizioni ma che terrò per me perché altro non sono che le contraddizioni di tutti noi. 
Partirò dal sud a salutare Angela Daniela che con il suo "Hola Fabio" nella piazza di Puerto Williams mí ha fatto sentite a casa! Juan Arcos Srdanovic che non solo ha condiviso la sua casa ed il suo rifugio ma mi ha incantato per la libertà di pensiero e per l'amore per la sua terra Magallanes in cui certo vorrei tornare, Esteban Diaz che con il suo sorriso e semplicità ha risolto mille cose a Punta Arenes, Paola Rigodanza che essendo di Bussolengo ha trasformato Puerto Natales in una cittadina accogliente e calda, Mauricio Elias Aguilera Bolbarán con cui camminai sotto la pioggia un giorno intero per poi prendere finalmente una barcaza, Andoni Thompson e David EM C con cui condivisi un lungo tratto di Caretera Austral, una ascesa ad un vulcano e un incontro casuale al Cerro Castillo, Pía Rojas che trasformò con il suo sorriso la pioggia della Junta in un splendente sole, Daniela Ignacia Palavecinos Gonzalez che mi insegnò tutto circa il pololiar oltre che il suo splendido pololo. Tamara Dedalus e Rodrigo Chaves con cui camminai lungo una selvaggia costa ed un vivo quartiere di Santiago, Carlos Matías che mí racconto della architetture sociali chilene, Diego Huaiquil Farías e soprattutto suo padre Heinz con cui condivisi terme e la sua casa a Valparaiso, Leonardo Anguita splendido ragazzo che mi insegnò tutto dei Mapuche e delle Araucarias e che spero di rivedere in Italia, Danilo Beth Rey che mi ha accompagnato con i suoi consigli per tutto il Chile è mi ha fatto conoscere i suoi splendidi figli ed uno dei luoghi più magici di questo immenso Chile: la valle del Elqui, Ana Luisa Kohon Lecaros che con la sua amica mi interrogarono piacevolmente a Santiago, a Eugène d'Hainaut che mi accompagnò per i deserti del Norte. 
Ed infine a tutti i cileni che non hanno FB ma che incontrai, cindividetti cammino, parole e che rimarranno in me.
Que te va bien, muy bien. Hasta luego!

domenica 11 marzo 2018

Atacama

Se arrivate a San Pedro di Atacama tre le 4 e 5 del mattino vi accorgerete di un insolito traffico mattutino.
Sono le decine e decine di furgoni che vanno a prendere nei vari alberghi ed ostelli i turisti addormentati che hanno completato un ticket per la visita alla zona di géiser El Tatio! 
Dopo una mezz'ora di pellegrinaggio e di appelli fatti di nomi il più diversi possibile, i furgoni partono all'impazzata verso la meta.
Ora la corsa avviene sul filo dei cento all'ora fra i vari furgoni ed autisti. I Mercedes si avvantaggiano nei tratti piani mentre i Ford in quelli ove la salita si fa più erta.
Uno strano serpente fatto di luci bianche e rosse, si snoda su per le pendici scure della montagna.
Alle sette il serpente si infila in un parcheggio, si paga l'ingresso, si va ai servizi anche per recuperare il brusco cambio di quota oltre 2000 in un ora e comunque una quota rispettabile di 4370 m/SLM che ti accompagnerà poi per tutta l'escursione.
Prima che il sole si alzi dietro le cime coperte di neve, sei nella zona dei géiser.
Fumarole, acqua che bolle, spruzzi di 3/4 m di altezza. 
Bello, suggestivo ma a chi conosce la solfatara di Pozzuoli nulla di "infernale".
Fiumi di turisti che seguono le loro guide e magicamente diventano come capre o pecore quando magari a casa loro protestano, si arrabbiano, vogliono essere unici. 
Chissà che scatta e me lo chiedo prima di tutto a me stesso. 
Alle 8,30 l'autista, guida diventa cuoco. Prepara un tavolo, tira fuori tazze, caffè, dolcetti ed udite udite mette su uova strappazzate per gli ogni presenti yenkees.
Più tutti al bagno termale dove in mezza ora si concentrano tutti i turisti. Il posto poi resterà pressoché deserto per il resto della giornata ma in compenso per mezz'ora la piscina sarà colma di turisti come una vasca di allevamento di trote. 
Mi chiedo chi sarà la prima agenzia a capire che forse allungando la giornata tutti saranno più contenti. 
Ora sono in un villaggio che spacciano come antico ma la realtà è che è stato realizzato per i bramosi di souvenir e snack turisti.
In realtà l'origine del villaggio è la guerra cileno boliviana quando questa area apparteneva alla Bolivia e qui costruti un avamposto militare. 
La cosa che è assolutamente unica è il paesaggio che ti circonda soprattutto se lo immagini privo della fiumana umana ora presente.

giovedì 8 marzo 2018

Gabriela Mistral

Oggi seguendo il consiglio di Danilo Beth Rey, ho preso un autobus e mi sono addentrato su per una valle andina.
Dopo un po' di km il paesaggio cambia quasi improvvisamente. 
I monti si fanno sempre più aridi mentre per contrasto il fondo valle sempre più verde. 
Viti. Soprattutto bianchi Chardonnay, Suvignon ed uva ta tavola. 
C'è sempre un vento fresco che mitiga il caldo e per questo mettono dei grandi teli per proteggere le vigne.
Nel video postato prima vi ho detto del simpatico autista-guida che con passione mi raccontava delle tradizioni di questa valle che affondano nella civiltà incaica.
Oggi purtroppo "grazie" ai vegetariani, le viti stanno per essere soppiantate dagli abogado che pero richiedono molta più acqua e quindi impoveriscono il territorio. 
Comunqie arrivato ad un bivio sono sceso e mi sono incaminato per raggiungere Cochiguaz dove c'è l'osservatorio astronomico.
Mi è stato detto che il cielo di notte qui è bianco!
Lungo la strada un avvocato con la sua polola mí ha preso a bordo. 
Morale: siamo arrivati al paese, siamo scesi al fiume e ci siamo tuffati nelle fresche acque. 
Bellissimo. Dato il clima decisamente secco ho impiegato 10 minuti ad asciugarmi tutto.
Poi siamo andati a pranzo assieme e l'avvocato cileno ha voluti provassi il Pisco (spero di averlo scritto bene) sorta di liquore non forte composto da mosto di un tipo particolare di uva, limone e zucchero. Niente male. 
Abbiamo mangiato, parlato ed ora ho due amici in più in Chile! 
Ho chiesto che mi lasciassero al bivio da dove a piedi ho raggiunto il luogo dove sono ora:
Monte Grande. 
A Monte Grande nacque e visse la sua infanzia l'altro premio Nobel per la letteratura Cileno: Gabriela Mistral!
Confesso la mia ignoranza ma mai ho letto nula di leí. Lo farò iniziando da "Sonetos de la Muerte" dati che qui in un piccolo museo, si conserva l'originale.
Sono uscito dal museo. Mi sono seduto e sento il vento tiepido che mi accarezza dolcemente, risento i discorsi di oggi, assaporo ogni anfratto, ogni cima, ogni colore, ogni profumo di questo luogo dove resterà in pezzo di me stesso e dove con la mente ed il cuore so ritornerò.

mercoledì 7 marzo 2018

La Serena

Ieri sera sono arrivato a La Serena! Città di mare e la seconda più antica del Chile.
Al terminale dei bus è venuto Danilo Beth Rey. Siamo stati assieme tutta la sera. Siamo andati a mangiare pesce in locale lungo la spiaggia e mi sembrava di essere in una italianissima spiaggia. Danilo mi suggeriva una valle qui vicina da dove si può vedere il cielo più bello del sud America e dove effettivamente hanno realizzato uno dei più grandi telescopi del mondo.
Eugène d'Hainaut giustamente fa osservare:


Ciao Fabio. El mas grande observatorio del mundo se instalo entre la 3ª y 4ª region de Chile, bajo los cielos mas transparente del planeta. Se llama ALMA (anima) y esta a muy alta altura sobre el mar: 4000 metros.

Ma oggi avevo voglia di annoiarmi e magari ci andrò domani.
Così ho dormito a lungo, ho letto, programmato le prossime tappe ed al fine preso un micro ed andato in centro città. 
Bella! Assolutamente diversa dalle altre. Architettura coloniale, splendide cornici, lavoratissimi portali, gronde raffinate. 
Chiese in pietra con portali eleganti e campanili raffinati. 
Ho camminato, guardato, imparato. Poi passando per una via ho visto un negozietto di barbiere e mi sono infilato.
Sono uscito sentendomi bene e così mi sono infilato in una specie di trattoria a mangiare cazuela de vacuno.

martedì 6 marzo 2018

Valparaiso

Questa mattina, ho deciso di lasciare la magica contraddizione di Valparaiso.
Ieri sera con Heinz e la sua famiglia abbiamo mangiato choripan, asado, bevuto vino tinto, riso, parlato, preso in giro tutto, letto Neruda Allende. Insomma una serata magica come raramente accade. 
Poi dopo gli abbracci, le promesse di rivederci e così sarà, sono rientrato nel mio alloggio che ho trovato "occupato" da tre Yankees e chi mai? Certo avrei preferito tre senzatetto veri e non tre scoppiati ricchi, sfaccendati Yankees. 
Per questo ho preso un autobus e me ne sto andando al nord.
La notizia che mi ha messo di buon umore è che il mio amico di Punta Arenes Juan Arcos Srdanovic ė diventato governatore di Maggeglianes in pratica la Patagonia Chilena.
Sono proprio felice anche se Juan avrà sicuramente meno tempo per andare nel suo rifugio lungo la costa dove passammo una splendida giornata. 
Gli eventi della vita sono sempre sorprendenti nel male come questa notte è nel bene come questa mattina e che vita sarebbe altrimenti?

lunedì 5 marzo 2018

Santiago

Addio Santiago del Chile! 
Sono stati giorni intensi fra la tua accogliente gente, nelle tue vive strade, nelle tue confuse architetture, con i tuoi ordinati trasporti. 
Una cosa ancora mi hai confermato la decadenza del mondo in cui son nato con la sua gente paurosa del diverso, con le strade vuote di gente e piene di auto, con il silenzio o le grida a che nulla servono.
Addio Santiago con i tuoi 7 milioni di abitanti che fan impallidire le nostre piccole e tante città, addio alla tua semplice urbanistica fatta di quadrati che all'infinito vanno. 
Addio ai tuoi edifici che infiniti terremoti hanno sopportato senza dissolversi come i nostri.
Come vorrei che un po' del tuo spirito soffi su questa terra che pare ormai perdersi.

giovedì 1 marzo 2018

nunca mas

Mi perdonerete ma é un'ora che fatico a trattenere le emozioni!
Museo de la Memoria y los Derechos Humanos
11 settembre 1973
Sepolto nella memoria c'era tutto e questo museo me l'ha tirato fuori con la forza che solo la verità ha.
Sono felice che una nazione dedichi un museo alla sua storia anche avversa: per comprendere, per pacificare per gridare assieme
NUNCA MAS!!!

Allende

Che strana questa nazione: ieri sera parlando con la signora anziana che mi ospita le sue parole verso Salvador Allende sono state dure: "il Chile era come il Venezuela oggi" "La propaganda comunista ha convinto tutti gli occidentali". Non credo anche se comprendo è credo che la "sinistra" dovrebbe essere chiara ad esempio, verso Maduro. No in nome mio! Ma fa sempre comodo non schierarsi e così leggo che De Magistris si "ispira" a quel dittatore. Per forza poi un cretino qualunque può pensare di "governare".
Ma torniamo ad Allende. L'unica statua che sta' in piazza della Moneda ė la sua forse perché come tanti ci ha creduto davvero ed è riuscito a creare una speranza che poi assieme alla realtà, è la caratteristica che dovrebbe contraddistinguere la Politica.
Lascio le Parole di Salvador Allende e le paragono a quelle che girano oggi!

mercoledì 28 febbraio 2018

Concepcion

Mi piace questa città. Ci sono strade per i soli mezzi pubblici, con poco si va in ogni dove, oltre che la direzione sulle scritte elettroniche dei bus c'è scritto "Buenos Días y Good morning". I mezzi locali interagiscono con Google Maps e sai dove vanno, dove si fermano e quanto impiegano. 
Vi prego assumete il direttore di qui alla Trentino Trasporti che naviga nel Neanderthal. 
Vi prego o almeno spedirtelo qui ad imparare previo esame di Inglese e Spagnolo.
E poi nel 1960 ci fu un terremoto di 8.3 , i nostri sono nulla considerando la scala logaritmica, con 125 morti su una città di più di un milione di abitanti. Oggi non se ne vede traccia anzi: grattacieli in ogni dove, strade larghe e tutto ciò che si impara ma che non si fa. 
E qui per finire gli spagnoli furono cacciati dai Mapuce e così decisero di non provarci più a conquistare le terre del sud. Solo l'economia ci riusci molto più lentamente. 
Biobío nome del fiume che di qui passa.
Ah dimenticavo qui fu firmata la prima costituzione chilena 1855.


La mia amica Dominique mi scrive: 

in quella città ci sono andata a vivere con la mia famiglia nel 1962, un po fuori in riva al Biobio, camino santa juana...c'erano allora solo due o tre case...il piu bel periodo della mia vita.

martedì 27 febbraio 2018

Concepcion

Si! Mi piace proprio questa città! É efficiente nei trasporti, c'è buona architettura ordinata, pacata ma forte per resistere ad ogni terremoto. C'è un buon arredo, il traffico non sembra convulso.
Poi c'è l'università! Elegante con ragazzi e ragazze che spuntano da ogni dove. Mille colori, mille aspetti, mille pensieri che segui camminando lentamente. 
Ci sono pololi che parlano vicino; poi ci sono quelli che ballano sotto il portico, poi quelli che provano e riprovano lo skateboard, poi quelli che suonano, quelli che dipingono quelli come me che guardano.
Si mi piace questa città! Con la sua piccola torre a testimonianza della capacità dell'uomo a resistere ai terremoti, c'è la piazza incavata nel suolo con l'acqua che la riempie in parte a testimonianza della capacità di controllo delle acque, ci sono tutti gli elementi del classicismo europeo, c'è Rossellino, c'è Palladio c'è Gropius, c'è Loss.
Quanto abbiamo perso con l'assenza della conoscenza lasciando a stregonetti la facoltà di decidere senza avere gli strumenti per farlo ma investiti solo da una apparente democrazia che lentamente e forse nemmeno tanto, ci porta all'oscurità. 
Per fortuna al di là del mare c'è una città che racconta come il migrare sia la forma più viva per sperare.


27/02/2018 22:13

Eccole li! Anche qui l'architettura social popolare ha colpito ancora. Mi angoscia avervi partecipato a suo tempo, ma quello era che ti "insegnavano" e quella sembrava la minestra più buona. Ma perché arrivare qui? Si d'accordo è la città che ha difeso più di tutte Salvador Allende, è la città che ha pagato per averlo fatto ma certo nessuno degli architetti che propugnavano queste soluzioni socialiste abita lì ora. 
C'è la casa a ballatoio che ci dicevano prendeva spunto dalle case a ringhiera, c'è il doppio corpo con la strada interna diventata tutto fuorché strada, c'è il dúplex che vuole " vedere" una casa di città per una di campagna. 
Mi consolo con il prima e con nemmeno tanto, il dopo e con quella uscita di emergenza per una scuola materna che sta al primo piano! I bimbi sono ansiosi per il prossimo terremoto.

27/02/2018 22:13

Carlos Matías si te interesa, deberías visitar o al menos conocer los proyectos sociales : 
unidad vecinal villa portales 

remodelación san borja 

domenica 25 febbraio 2018

acqua

Vi racconto una storia raccolta per strada. Sono sempre le migliori. 
Da queste parti ma anche da noi, si trovano delle piccole edicole lungo le strade. Pensavo fossero per ricordare qualcuno morto in un incidente stradale come si fa anche da noi. 
Invece non è proprio esattamente così. Il morto ce ma ha un significato ed in valore molto più collettivo della semplice memoria e questa che racconto è una di queste storie.
L'edicola in questione era circondata da una infinità di bottigliette tanto da sembrare un immondezzaio ma: ma non è così!
Una madre deve ritornare al villaggio lontano per assistere il vecchio padre. La strada è lunga e la donna tiene nella coperta appesa al collo il suo bambino da poco nato. 
La donna decide di fare un percorso più breve ma mai prima di allora, fatto. É estate! Fa caldo e le pendici nere del vulcano sono infuocate.
La donna perde la cognizione del luogo ed inizia a vagare senza più sapere bene dove dirigersi. Un giorno, due giorni: l'acqua finisce e la donna continua vagare cercando di raggiungere il bosco in basso.
Il terzo giorno arriva al verde ma di acqua non vi è traccia.
Si accascia esausta e li si addormenta passando dal sonno dolcemente alla morte.
Qualche giorno dopo un contadino passa di lì e trova il corpo della donna ed il suo bimbo avvolto nella coperta ancora attaccato al seno della madre e ancora vivo.
Oggi chi passa di li lascia una bottiglia piena di acqua.

sabato 24 febbraio 2018

fiume di lava

Ieri è stata una delle giornate più dure da quando cammino da queste parti.
Alle nove sono di fronte al guardia parco, pago la mia entrata e chiedo informazioni.
É aperto mi conferma sorridendo! Ci sono due punti in cui il sentiero si perde ma poi riprende; con il GPS ce la puoi fare. Ah questo anno sei il secondo che lo fa!
Ecco doveva essere questa ultima informazione a mettermi sulla allerta ed invece felice come solo uno sciocco sa essere mi sono avviato.
Le prime due ore scivolano via tranquille nel bosco prima e sulla cenere poi.
Ho persino il tempo di qualche foto. Poi improvviso il sentiero finisce a causa di una evidente frana alluvionale. GPS e via il terreno non è poi così accidentato. La frana finisce dopo un paio di km in un muro di lava. Cerco il sentiero ma nulla: capirò poi che questa è la vera interruzione. 
Mi arrampico su per questo fiume freddo di lava evidentemente scesa dopo la realizzazione del sentiero. Quattro km di inferno e non tanto per il paesaggio che certo lo evoca, ma per la difficoltà ad avanzare. 
Mi spiego: la lava forma in superficie dei sassi che sembrano stabili e sufficientemente grandi per sostenerti ma nella realtà sotto la superficie solida c'è cenere ed i sassi si sbriciolano con un nonnulla. 
Sarò caduto almeno cinque volte e ne porto i segni sulle mani e gambe. I bastoncini aiutano ma si infilano sotto e non vengono più su. 
La lava poi come ogni buon fiume fa delle anse dove le rocce si fanno a strati taglienti come coltelli. 
La faccio breve: sono uscito da questo inferno alle 14. Esausto ma di sentiero non c'era ancora traccia. Poi un palo giallo con la punta rossa: qualcuno li lo aveva messo!
Il paesaggio è sempre lunare, cenere nera ovunque e sembra di camminare sulla neve.
Il terreno è ripido e sto pensando di cercare un sentiero che mi riporti alla strada. 
Poi una monte rosso, splendido! Il nero si mescola con il rosso. 
Cammino con lo zaino pesante cerco di farmi coraggio ma so che la strada è ancora lunga.
Improvvisamente, vedo qualcosa di giallo che si muove. Sono due persone che stanno scendendo dal sentiero da dove volevo "fuggire".
Parole, dos horas por riva, mi dicono. Vado avanti. Alle 18 sono al passo circondato da cenere nera e piccoli nevai. 
Inizia la discesa ma non finisce la fatica. Qualche piccolo bastone dice che sono sulla strada giusta. Poi il bosco poi la strada. Sono le 19 ho camminato 10 ore di fila il mio GPS mi dice che ho fatto 21,4 km ma è nulla pensando a quei 4 km di lava. 
Poi il campeggio, una doccia calda, la cena ormai al buio e il sacco e i crampi che mi tormentano per qualche ora poi crash sino a stamani: pronto a ripartire! 
Il secondo di questo anno: rido!

mercoledì 21 febbraio 2018

Carmenere

La mia cena ma anche il mio pranzo. Il luogo è bello, ho un lago vicino dove ho appena fatto il bagno, c'è ancora un po' di sole e soprattutto c'è silenzio e non c'è connessione.
Fagioli, tonno, un po' di formaggio e soprattutto un Carmenere che scivola via e fa scivolar via ogni preoccupazione se mai ce ne fossero.
Ho fatto bucato, si intravede steso in fondo, era ora e nulla aggiungo. Sul gas ci sono due uova per domani (mai mangiate tante uova così). 
Insomma giornata normale, lenta che per magia ti riporta, più o meno, ad una normalità dimenticata o quasi. Ma è normale mangiare all'imbrunire con il sole che ti accompagna ed Carmenere ti rende leggero e di ogni cosa ti fa sentir Il sapore: il sapore della vita.
C'è un papà più in là che gioca con i suoi bambini, in campeggio, non so chi si diverte di più? Forse io!

martedì 20 febbraio 2018

Venezuela

Questa mattina mi sono fermato a fare colazione in un locale modesto. Nulla di particolare se non la gentilezza delle due donne impiegate qui. 
Poi, finito il desayuno (colazione), una delle donne mi ha chiesto da dove venissi ecc.
A Italia si messa a piangere ed ha incominciato a parlare. 
Sono madre e figlia sono venezuelane e sono fuggite dalla loro casa per la crisi di quel paese e soprattutto per la pericolosità che sta' nel viverci e dato che per pochi pesos ti ammazzano senza batter ciglio. 
Lei è professoressa la figlia medico pediatra e qui preparano uova fritte, caffè e patate. 
Si ritengono fortunate pure perché hanno trovato un lavoro e sono accettate anche se non ancora integrate.
Alle volte dimentichiamo le crisi in giro per il mondo e solo fatti violenti costringono l'informazione ad occuparsene per un po'. 
Ma queste due donne non sono un fatto violento? Dovute fuggire, perso tutto.
E Maduro è ancora lì! Ma certo non è Sadam! 
Che violenza mai ci vuole ancora? 
Il loro nome solo il nome: Marbellis, Yennifer!


Stanno piangendo, stanno gridando.

casola

Fino a ieri credevo che la Casola fosse un piatto milanese fatto con verze e maiale, puntine se non ricordo male, ma sono certo che gli amici milanesi mi aiuteranno; fino a ieri e probabilmente anche oggi Salvini penserà a quel piatto come espressione identitaria di non so bene cosa. Sino a ieri! Perché questa sera mi sono seduto in una bettola cilena ne più ne meno come quelle che ricordo a Lambrate, ed ho gustato una cacuela! 😀 É si! Ma direi che finalmente le verze non c'erano e le patate, il mais e la zucca, forse unico elemento dolce che richiama le verze, assieme ai fagiolini e non so che altro ancora era superbo. Superba era la carne, di manzo e che diamine, che tagliavi con coltello e forchetta, e gustavi meglio che qualsiasi povero "cerdo" come dicono qui. 
Bhe ditelo a Salvini che la contaminazione è una gran cosa è che no intendo "prima gli Italiani" forse perché prima ci sta la contaminazione....di cacuela naturalmente...

alemán/mapuche

Hola Fabio

Que sorpresa más linda 
La verdad que fue un placer haberte llevado
Pero lo relevante es justamente lo que tú indicas ........tú compañía 
Con mi familia quedamos fascinados de tu personalidad y de tus aventuras

Un abrazo grande te mandan todos y te esperamos en Valparaíso




Ieri ho fatto autostop per andare alle terme Geometricas (strano nome dato che il luogo nulla ha di tale). Dopo un po' mi ha preso a bordo Heinz tipico nome tedesco ma il cognome, che non dirò per ragioni evidenti, è un tipico cognome mapuche molto più impronunciabile del tedesco. Che mescolanze creative si incontrano prive di qualsiasi preclusione e/o esclusione come riaffiora ahimè dalle nostre parti.
Per farla breve oggi Heinz ha risposto, vedi sopra, ad una mia breve nota di ringraziamento. 
Mi piace questo modo d'essere di questi "meticci" alemán/mapuche o altro o altro ancora.

sabato 17 febbraio 2018

Curinanco

Questa sera sono arrivato qui! 
Ho cercato un po' e poi ho preso una cabaña, grande per la mía solitudine. Il proprietario è simpatico e credo che questo c'entri molto con la mia scelta.
Siamo andati assieme al negozio: ho comperato una bottiglia di vino, della carne ed uva. 
Di ritorno abbiamo parlato. Sorrido al pensiero che lui ha una madre che parla polacco mentre lei un padre che parla tedesco e per l'appunto nessuno conosce queste lingue ma solo lo spagnolo.
Mi sono infilato nella mia cabaña, ho cucinato pasta, bistecca guarnita da una salsa ottima che lui, Patrizio, mi ha portato.
La bottiglia di vino si fa sentire ed è bene direi.
La cosa più bella? Una poltroncina! Era una vita che non mi sedevo in poltrona! Ora scrivo dalla mia piccola poltrona che sembra un paradiso. 
Che poco ci vuole. 
Oggi arrivando qui guardavo questo mondo che mi dicono essere colonizzato da tedeschi. 
In effetti ho mangiato un krafen o berliner come li chiamano qui, ma direi scarso.
Per certi versi sembra di essere in Alemagna ma poi guardi bene e pensi che qui è più bello. Forse non sarà tutto perfetto come in Alemagna ma, ma direi migliore. 
Patrizio e la moglie sono l'esempio. Forse mi fermo un giorno in più. Forse no ma è tutto quieto.

venerdì 16 febbraio 2018

incammino

C'è un momento del mattino quando finito di smontare la tenda e preparato lo zaino, o quando lasciò la casa o l'ostello dove ho riposato, e mi incammino solitario per un sentiero o per una strada di un paese, in quel momento avverto l'allegrezza dell'andare. 
Solo per quel momento ogni fatica della giornata si perde in un nulla ed in nessun altro posto vorrei essere se non li in quel momento.

La foto non c'entra nulla ma il toro di Osorno mí ė piaciuto e dopo tanto tempo ieri ho visto i primi campi di grano. Sono a metà del Chile!