domenica 10 maggio 2015

autonomia

Quando qualche mese fa, nel deserto Giordano ai confini con la Siria, ci fu la consegna dell'ospedale finanziato dal Governo Italiano e realizzato dalla Protezione Civile Trentina, un amico giordano prendendomi sotto braccio e presentandomi ad altri intervenuti, esordì con: "may I introduce Fabio from Trentino.....". 
Li per li la cosa oltre alla naturale soddisfazione, non mi parve particolarmente significativa ma poi, ripensandoci, mi accorsi che del Trentino fin poco prima, quelle persone nemmeno ne sapevano dell'esistenza. D'altra parte mi chiedo quanti trentini conoscono il deserto di Azraq o le affascinanti vallate li chiamate Wadi, della Giordania? 
Riandai quindi a Pec/Peja dove nel 2000 oltre un centinaio di volontari si turnarono per oltre sei mesi ricostruendo tetti bruciati dalla guerra. Nessuno o pochi sapevano del Kosovo, dei serbi, degli albanesi e di quei conflitti. Nessuno sapeva di quelle montagne che tanto ricordano le nostre. Ora a Pec/Peja molti conoscono il Trentino, la sua gente ed il loro impegno. Potrei continuare con la gente di Kodaikalar in Sri Lanka il cui significato in lingua cingalese è "bella terra" e che tanto si adatterebbe alla nostra terra; potrei continuare con la gente di Beit Jala in Palestina e ricordare così come quella che sembra proprio una nostra tipica parola "baita" proprio da quella terra prende origine come ben si vede nel nome di quella città. Potrei continuare con la gente di Balvano in Irpinia, di Valtopina in Umbra o di Rocchetta di Vara in Liguria per finire a Concordia sulla Succhia in Emilia.
Questa è la nostra autonomia: aprirci agli altri, conoscere gli altri, condividere con gli altri 
Del Trentino in Giordania credo proprio nessuno ne sapeva nulla come del resto credo che qui nessuno sappia nulla ad esempio di Azraq ma ho sempre avuto la coscienza che conoscere la storia, l'ambiente, gli uomini e le donne di un territorio sia parte essenziale di noi stessi e della nostra conoscenza.
Non possiamo lontanamente pensare che le nostre montagne, i nostri laghi la nostra gente sia conosciuta e rispettata se noi non facciamo altrettanto nei confronti degli altri territori e comunità.
Provate a chiedere oggi a Baticaloa in Sri Lanka, o a Peja in Kosovo o a Beit Jala in Palestina che cosa vuol dire Trentino: Provate a chiederlo a Balvano, a Valtopina, in Liguria, a Concordia sulla Secchia e credo la risposta sarà sempre la stessa pur nelle diverse lingue.
Ecco cosa vuol dire autonomia: aprirsi agli altri per conoscerle e così facendo conoscere se stessi, quello che siamo in grado di fare e far si che gli altri ci conoscano con i nostri pregi ed anche le nostre debolezze.
Penso spesso a quello che un amico straniero mi disse mentre lo accompagnavo su per la valle di terragnolo mostrando i terrazzi ormai abbandonati e cadenti: "certo che voi in passato avete faticato tanto, ma ora?" 
Faticare ormai fortunatamente non più su un muro di un terrazzo, ma sulla conoscenza per potersi aprire agli altri per gli altri ed in fondo per noi stessi.

sabato 18 aprile 2015

srotolarsi

che il cercare non sia per riempire vuoti di vite che bene non sanno dove andare o peggio per apparire quel che nel vero non riusciamo essere ma solo curiosità di conoscere e essere li dove la vita si srotola in mille emozioni.

Famous Blue Raincoat - Leonard Cohen



martedì 24 marzo 2015

Lenzima

guardo le luci lontane di Lenzima
vedo infinite luci ancor più lontane ed ancor così vicine 
delle case sparse su declivi che mai avrei pensato esistere
ma che questa mio errare mi ha regalato vedere
come amore cosi vicino come Lenzima
e così lontano come quei luoghi infiniti
che nel cuore e negli occhi son rimasti

mercoledì 18 marzo 2015

dirigenza

Mi comprenderete e scuserete se la metto sul personale ma........
Mentre disegnavo da mattina a sera, imparavo di cemento, acciaio e legno e della bellezza del fare assieme agli operai e tecnici altri miei colleghi si impegnavano nel loro avanzare di carriera, di denaro e potere seguendo più che i progetti ed i cantieri i politici che di volta in volta "governavano"
Poi arrivo tangentopoli e finalmente mi dissi, qualcosa cambierà! Ce sciocco fui!
Poi cambiai: quello che avevo imparato lo portai in giro per il mondo la dove chiamavano. Ero sempre secondo o terzo e davanti sembrava gestissero nuovi colleghi che come quelli vecchi però poco si occupavano di cemento, legno e operai e molto di immagine e naturalmente soldi. Poi anche loro furono spazzati via ma questa volta non mi illusi di niente e sperai solo di poter lavorare ancora sempre più con il legno e gli operai e sempre meno con la "dirigenza".
Poi arrivai a L'Aquila seguendo una idea ahimè non concordata con la "dirigenza". Sapete quanti controlli fui soggetto? Infiniti, sciocchi e pretestuosi ma andava bene così perchè la sensazione era che controllassero solo quello che sapevano di poter controllare!
Poi andai in Liguria e sempre trovai da combattere per poter usare legno, cemento e lavoro in modo rapido che poi vuol dire anche economico. Vai piano, che fretta c'è, ma perchè mai fai così, non si può le solite litanie della "dirigenza".
Poi andai nel deserto e in 90 giorni giorni costruii con ferro, cemento legno e splendidi operai arabi un ospedale che aiuta quella gente. Risparmiai 100.000,00 € sul budget previsto pari al 8% e sapete che per mia fortuna la dirigenza e la stampa dirigente mai si accorse della cosa.
Avrei voluto continuare a fare qualcosa la forza mentale è migliorata con gli anni, la fisica no ma si difende ed invece: sei arrivato ai 40 anni......a casa!
Intorno vedo la "dirigenza" che continua a star li anche oltre i 40 anni con ricchi contratti aggiuntivi a gestire non si sa bene cosa non sapendo nulla di cemento, ferro, legno e soprattutto di uomini e lavoro.
Cavoli un'ultima cosa! Ho rotto le palle a tal punto ai miei due figli che sono fuggiti una in Germania  a far ricerca e l'altro in giro per l'europa a far teatro. Faticano anche loro e non hanno rolex al polso per fortuna altrimenti  sarebbero "dirigenza" e non uomini.