martedì 4 gennaio 2022

vetri

Ho messo i vetri semplici ad Itaca. È stato persino difficile trovarli oggi che una tecnologia standardizzata produce tutto per fini economici. Ma oltre l'economia, il denaro le cose dovrebbero riscaldarci il cuore. Ed oggi quei vetri non certificati, che sembravano rompersi quando li ho inseriti nel povero telaio, che qualche tecnico certificato con un cenno del capo compativa una mia inusuale richiesta, oggi dicevo ho realizzato, visto, tirato fuori da un cassetto lontano della memoria una storia che certo i certificati doppi o tripli vetri mai ci racconteranno e mai racconteranno ai bimbi che verranno.
Il vetro prima in alto, poi più lentamente in basso, si è appannato. Che emozione! Il dito è andato subito a cercare un disegno che presto sarebbe evaporato. Quanti disegni da bimbo sui vetri di via Conciatori sono ritornati li su questo vetri non certificato.
Poi, quando dentro il caldo incominciava ad misurarsi con quello del tuo corpo, la condensa in alto tremante improvvisamente si radunava come un manipolo di combattenti e vinta una resistenza che per anni mi son chiesto da dove venisse e che poi scopri finalmente chiamarsi liminare, e giù lungo il vetro sino al telaio raccogliendo altri vapori li condensati che solo quel manipolo di audaci sembravano aspettare.
Una riga di luce fra quella nebbia solcava il vetro di nulla certificato, antieconomico, antirazionale, anti tutto ma che mai sostituirei per un anonimo e saldo vetro certificato che ahimè vorremmo alle volte certificasse le nostre vite che al contrario sono come quella goccia di condensa che rapida è arrivata giù al telaio ma che una traccia ha lasciato nel suo passaggio.

domenica 12 dicembre 2021

e ora dove andiamo?

Ieri sera mi sono perso a guardare un film scelto per caso su una delle solite piattaforme.
Il titolo: "e ora dove andiamo?" mi allettava e quando ho scoperto che era ambientato in Libano mi sono lasciato andare.
Il film è carino ed in fondo descrive la situazione di quel paese che però ahimè anche se in forme diverse, appartiene a tutti noi.
Cristiani e musulmani grazie alle loro donne, ai loro preti o Iman che siano, ed ahimè ad una morte riescono a ritrovare una unità fatta di lingua e cultura. So che non è facile e nella realtà i conflitti sono ben più profondi ma quelle condizioni di trovarsi al fine tutti sulla stessa barca, sono in realtà la vera sfida di noi tutti. Possiamo smettere di confliggere con chi ci appare diverso ma la cosa più importante è sapere dove andare è immaginare un mondo diverso in cui alla fine le piccole miserie umane sono vinte così da lasciare la nostra mente libera di immaginare dove andare senza più fermarsi.
Ecco tu e spero qualcuno altro, sai dove andare. Vi abbraccio!
Verrò!

lunedì 6 dicembre 2021

amarti

Ieri mi sono imbattuto per puro caso, in una delle più belle dichiarazioni d'amore mai lette. 

Amarti significa immergersi in un buco nel ghiaccio, terrificante quanto divertente! 
Amarti è inutile tanto quanto cercare di invertire il flusso del tempo! 
Amarti è inutile quanto strappare il vento! 
Amarti significa amare una parete rocciosa! 
Amarti è dimenticare gli altri: cosa può esserci di meglio di questo destino? Soffrire in segreto, soffrire per sempre, ululare come un lupo sofferente! 
Amarti è come inghiottire acqua nel deserto e non trovare sollievo! 
È essere messo da parte un giorno a causa di un tuo capriccio! 
Amarti significa nuotare nel mare dove le onde vanno contro corrente! 
È vero che amarti non è possibile e che non posso permetterlo! 
Amarti è gattonare, scivolare tra le cime è un percorso pericoloso ma 
oh mio dio sei così bello... 
Per me non può esserci un altro modo! 

Territory di Oleg Mikhailocich Kuvaev (1934/1975)

giovedì 26 agosto 2021

fondazioni

Guardate questo sasso! È tutto il mattino che pulisco il muro interrato della mia Itaca. Sono arrivato sino alla roccia su cui poggia! Un po' come me che invecchiando conosco sempre più i miei fondamenti.
La faglia scende veloce e ci sono due fessure che l'attraversano quasi a ricordare come le fondazioni, come la vita, siano alle volte fratturate. Ma, ma quel sasso scavalca in un colpo quelle fratture e anche se per pochi centimetri appoggia sul piano della roccia compatta. Chi l'ha messo lì sapeva costruire! Poi sopra, lentamente ha raddrizzato i corsi con pietre meno lunghe ma forti come devono essere quelle d' angolo.
Vorrei che quel murature insegnasse si forse anche la statica ma soprattutto l'equilibrio nel vivere che mi pare ahimè perduto in comodità ed apparenti conoscenze che poco han a che fare con l'equilibrio delle masse siano esse di pietra che di carne.

martedì 17 agosto 2021

Sorna

Visit Rovereto che si definisce "sito web locale e relativo ai viaggi" ma che gli opportuni links rimandano alla Azienda per il turismo Rovereto e Vallagarina ha condiviso il 14 agosto un post relativo ad una "escursione per chi ama la natura" "nel canyon scavato dal torrente Sorna alla scoperta di antiche miniere, ponti sospesi sopra scuri abissi, grotte fiabesche e lisce gole scavate e modellate dall’acqua".
Tutto vero confermo. Ahimè confermo. A parte i "ponti sospesi" realizzati recentemente in acciaio mutando gli originali percorsi dei minatori dato che i turisti mica debbono comprendere ma solo fruire il resto è assolutamente vero.
La valle è una delle più affascinanti del basso Trentino e ne andavo così orgoglioso che quasi mandavo a quel paese le splendide vallate Dolomitiche o del Brenta ormai piegate da una logica turistica che le ha ridotte ad una sorta di parco divertimenti.
Da anni me ne andavo solitario o con qualche amico, su per quel torrente che nessuno quasi nota ma che dopo un centinaio di metri trasforma un ambiente suggestivo, forte, incontaminato.
I percorsi non c'erano: solo il torrente da seguire finché te lo consentiva e poi ritornare e trovare un altro passaggio per continuare. Mai una volta il percorso era uguale a quello precedente. Qualche volta ti infilavi dentro l'acqua sino al torace, altre volte di innalzavi su per pendii rocciosi.
Una magia concordo ahimè con "visit Rovereto" ma c'è un ma. Ora c'è "visit Rovereto" e l'escursione il turismo è o sta arrivando anche qui alla Sorna.
Per 12 euro vi ci portano. Avventura? 12 euro. Direi ne vale la pena il prezzo è modico. Basta tagliare qualche pianta, mettere qualche corda con nodi ben distanziati, qualche chiodo di sicurezza e magari qualche caschetto per le miniere. Il turismo è servito. Ma la Sorna? La Sorna che dice? Il Parco del Baldo mette firme e cartelli che diamine si vada avanti con il turismo.
Le cose belle si possono condividere per carità ma rendere tutto facile è come prostituire i luoghi. Poi chi si importa se la dove la Sorna esce dallo splendido canyon, c'è una vecchia costruzione industriale ormai chiusa non ricordo da quanti decenni e di cui nessuno e men che meno "visit Rovereto" se ne occupa vista la inutile bruttura.
L'importante è vendere quello che di prezioso c'è per il resto meglio non guardare o certo non fare accattivanti video. Al Ponte del Diavolo, ma anche a Crosano e Cornè, c'è un antico capitello malamente o per nulla restaurato e protetto e c'è una flebile immagine di san Giovanni Nepomuceno protettore dei fiumi dove il re di Praga, lo fece annegare.
Spero che il Santo protegga la Sorna da "visit Rovereto" ma ho quasi certezza che al contrario "visit Rovereto" potrebbe pubblicizzare a Praga la Sorna vista la copiosa presenza del santo Boemo.