sabato 7 novembre 2015

idraulici di Seriate

Ho riattraversato quel percorso aereo che porta fuori dallo ospedale di Seriate.
Il piazzale sotto sempre un po' squallido con la ghiaia e qualche pianta cresciuta percaso lungo i bordi,  la prospettiva verso l'inevitabile parcheggio con edifici poveri di tutto e forse anche della vita che sta in loro.
Ho attraversato quella specie di ponte che collega il dolore che sta dentro e la vita che sta fuori non priva di altro seppur diverso  dolore. Ponte dai forti pilastri e dal fragile impalcato di lamiera striata.
Il sole mi stava di fronte e caldo mi accarezzava il viso dandogli colore che nell'intorno proprio non c'era. 
Per un attimo sono tornato a quando ne uscì ormai quasi dieci anni fa dopo che qualcuno era entrato dentro il mio cuore non come l'amore mio ma come l'idraulico Adrian aveva riparato tubi, allargato innesti, messo fascette e permesso così alla vita di fluire ancora nuova dentro il suo tormentato percorso. 
Ho ripercorso quella sensazione di allora uscendo ed ho sorriso al gran dono della vita pur con i suoi tormenti che amo proprio per la vita che accompagnano
Viva gli idraulici del cuore che intatto lasciano il cuore delle emozioni.

domenica 1 novembre 2015

otto per sei

Otto per sei!
Lordi che netti faranno si e no trentacinque metri quadri che guardacaso è lo standard minimo di un alloggio anche ai tempi nostri. Le falde vanno su un po' ripide su tutti i quattro angoli ed in cima evidentemente c'è un colmo che seppur breve da un senso di normalità a quel che altrimenti poteva essere anche una forma che gli architetti chiamano pura, e che solo alcuni di loro usano con temeraria noncuranza.
C'è un camino bello quadro che proprio lì dove il colmo inizia spunta su a dar un po' meno simmetria al tutto.
Camino poi che sta a cavallo dei due spazzi interni che ancora rompono la monotonia della simmetria che obbligherebbe altrimenti a non distinguere il giorno dalla notte e nel non dare gerarchia al nostro vivere quotidiano.
Quattro finestre posate per lungo ad aiutare quella piccola casa a sembrare più lunga del vero.
Una porta un po' più grande e preziosa verso strada mentre di là sembra quasi non esserci per l'esser sempre aperta almeno in questa stagione.
Otto per sei e uno e due e tre quante case così conto mentre il lento treno va. Quante vite narratte in quei pochi metri che ormai qualcuno sta allargando, alzando come pensa di fare per la vita.
Otto per sei.


il bigliettario

Che bello:
Poi salire sul primo mezzo che passa senza preoccuparti se hai il biglietto in tasca.
Se poi hai sbagliato subito sei messo sulla giusta strada.
Poi magari ti dicono dove è meglio scendere e che coincidenza prendere.
Ma una cosa è particolarmente vera: tutti ma proprio tutti pagano il biglietto ed in fondo si fa educazione civica senza tanti costi inutili.
Voglio il bigliettario di nuovo sugli autobus.
Più lavoro, più cortesia, più informazioni e soprattutto più giustizia e meno furbetti.
Viva il bigliettario

venerdì 9 ottobre 2015

Occhi azzurri


Ieri è piovuto! Fitto, forte quasi senza tregua.
Oggi un po' di sole ha riscaldato gli animi e non so perché mi son trovato su un taxi macedone con un autista albanese che mi portava verso il confine serbo.
1999 lo stesso taxi lo stesso autista albanese ma il confine era solo qualche chilometro più in là verso il Kosovo.
Stesse cose portate per mano, stessi sguardi persi nella ricerca di certezze che nessuno può dare o men che meno regalare.
Stessi gendarmi ad ordinare quello che non è possibile ordinare.
Stesso fango di una terra mai ferma.
"kei fak" il mio povero arabo saluta un uomo che tiene caldo un ragazzo comprendolo tutto con le sue braccia.
"abud la...." sorride e risponde sorpreso.
Un fiume di parole mi investe come un fiume di emozioni che nessuna diga riesce ad arginare.
Lei, lui il ragazzo la ragazza chiedono rispondono. Dio cosa posso fare?
Le mani al cuore come loro fanno per donarti l'essenza.
"veniamo da Damasco, sono due settimane che viaggiamo, ho le gambe gonfie, sono stanca, vorrei riposare, vorrei andare in Olanda..." sorrido " vuoi mettere la Siria con la bassa Olanda"
Ho due caramelle polacche in tasca come sempre. Mohamed 12 anni occhi azzurri come i miei inglese migliore del mio mi dice:
"oggi il più bel dono è stato incontrarti.. "
I miei occhi diventano umidi ed impotenti.
Parlo con UNHCR, Red Cross altri mi informo, sono almeno 2000 ma scusate io rimango negli occhi azzurri di Mohamed.
Hinshall.

domenica 4 ottobre 2015

4 ottobre

come terra arsa sto
solo vento mi percorre
poi d'improvviso
temporale forte
tutto sembra porti via
me lieve rimane
quel fiore che
all'infinito vive