giovedì 8 agosto 2019

vetta

Quest'oggi mentre arrancavo su per un erto versante di un monte con la speranza di trovare una via di uscita per la vetta, riflettevo come la salita di un monte altro non sia che la condizione che ci accompagna nel vivere. 
Alle volte, come oggi, il percorso si preannuncia subito difficoltoso. I traversi aerei richiedono la massima attenzione, il terreno erto con sassi per nulla fermi richiede il massimo dell'equilibrio, l'ambiente selvaggio senza rassicuranti segni di presenza umana ti incutono ancora più timore. 
Poi il monte si chiude: quello che ti sembrava facile diviene sin troppo difficile così, con la ragione rimasta rinunci alla vetta ormai li vicina ma lontana come un amore che ti fugge via.
Alle volte invece la montagna come un amore che ti vuole, ti fa trovare l'appiglio giusto la dove non lo aspetti, ti accompagna su una cengia non vista, ti mostra gli ultimi passaggi per la vetta. 
Ma: ma non oggi e "quella mela che non riuscisti a cogliere sta lì solitaria" e inaccessibile come deve essere per le cose preziose o forse solo non alla tua portata....
Ci riproverò.

domenica 28 luglio 2019

Monastero

La guerra era appena iniziata! Le battaglie degli uomini in armi sono solamente la sconfitta temporanea degli uomini di cuore. Piano piano si costruisce qualcuno da temere, da odiare e poi quando sembra facile vincere la paura che sino ad allora si è alimentata si attacca. 
Si prendono le armi e tutto cambia ma forse no perchè il silenzio di chi vedeva quell'odio crescere e nulla faceva per chetarlo diviene colpa a cui si cerca rimedio con la nuova azione.
Le strade che prima servivano per collegare uomini ora diventano percorsi attraverso i quali costruire muri. E quei muri di parole, di odio, di astio diventano muri di pietra, di filo spinato, di fuoco. Il silenzio verso quei muri di parole è silenzio per tutti gli altri muri.
Vedo quella strada con macchine abbandonate qua e là. Vedo cumuli di terra che costringono a un zig zag per avanzare. Vedo barriere divelte, sparse a terra. Non vedo uomini o donne o bambini che percorrono quella strada. Vedo immondizia spara ovunque: in guerra tutto è lecito che sarai mai l'essere come bestie. 
Improvvisamente uno slargo: sporco, disordinato, con qualche macchina abbandonata come tutta quella strada di guerra sin lì percorsa.
Un muro di pietre interrotto da un ampio portene di legno e lontano un campanile che dice di una fede forse lì ancora presente. 
Entri e: e un altro mondo ti appare. Il prato è curato ed vialetto è accompagnato da alberi posti a distanza regolare. Nulla fuori posto. Il fiume è entrato da monte ed ora veloce esce fra due argini esce veloce per tornare a combattere la guerra che sta fuori.
La chiesa circondata da lunghe case basse dove qualche monaco si ostina a pregare mentre fuori si combatte. 
Silenzio: solo i suoni del fiume, della campana lenta e degli uccelli di cui son pieni gli alberi come di frutta.
Quel giorno capì in un attimo cosa fosse stato il monachesimo per un povero uomo del medioevo. Luogo dove conservare umanità, luogo in cui conservare arte, luogo in cui conservare pace. 
Ci volle una guerra vera a farmi capire e sapeste cosa darei a che le mie povere parole passano far comprendere quale barbarie stiamo lentamente costruendo ed a cui non ci opponiamo perché forse ci siamo dimenticati della nostra storia, del nostro essere uomini senza le mille paure che ogni giorno ci infliggono per non farci vedere la verità.


giovedì 25 luglio 2019

mercoledì 17 luglio 2019

M49

Ho camminato solitario ed a lungo per diversi monti di questa nostra terra. Di solito lo faccio in luoghi poco esplorati od almeno la dove non è giunto il turismo di massa che sembra "arricchire" le contrade ed ahimè lo fa con il denaro spazzando via la ricchezza delle culture che con quelle terre hanno sempre vissuto.
Nel cammino c'è sempre una sorta di emozione per la "sfida" che stai compiendo conscio che qualche cosa potrebbe accadere a fermare o intralciare il tuo cammino. 
Può essere un banale scivolone, un incontro con qualche animale piccolo o grande che sia, che ti può aggredire. 
E' una paura atavica che posso comprendere, ma direi che a me non è mai accaduta. 
Ricordo che camminando nelle alpi Dinariche fra Macedonia del Nord ed Albania trovai un pastore che mi disse "là ci sono gli orsi ma sono tranquilli però questa sera rientra prima dell'imbrunire perchè ci sono molti lupi e tu per loro potresti essere una buona cena".
Non vidi ne orsi ne lupi ma imparai da quel pastore senza nessuna "istruzione" che gli orsi se lasciati in pace non sono per nulla aggressivi, ed i lupi hanno i loro "orari" di caccia che iniziano all'imbrunire. 
Vi dirò che l'unico animale che ho imparato a temere è il cane e direi più precisamente il suo padrone! 
Sono stato morso tre volte e sempre il "padrone" non si capacitava come la sua "creatura" lo avesse fatto insinuando che forse ero stato io a provocare! 
Di cani "pericolosi" ce ne sono di due tipi: quelli da "guardia" non controllati dai padroni e quelli da pastore che proteggono il gregge dagli intrusi. I primi si trovano solo nella nostra società ricca che si lamenta di tutto mentre i secondi si trovano nei paesi ove la pastorizia ha un senso economico reale e quindi nei paesi più poveri. 
Io sono stato sempre morso dai primi seppur "circondato" molte volte dai secondi. 
Prendendo spunto dalla vicenda dell'orso M49 vorrei far osservare come la stessa "passione" messa contro un povero orso mai sia stata usata "contro" i padroni dei cani che lasciano le loro "creature" libere di scodinzolare per i monti disturbando la fauna ivi presente compresi orsi e lupi e qualche umano. 
C'è una norma che prevede che i cani vadano tenuti al guinzaglio e vorrei chiedere quante contravvenzioni siano state comminate nel Trentino più Trentino. 
Io lo stesso principio che Fugatti applica all'orso M49 potrei iniziare ad applicarlo per i cani lasciati liberi: quelli si sono pericolosi!

giovedì 6 giugno 2019

proprietà transitiva

Questa sera verso l'ora di cena hanno suonato alla porta. Ero un po' sorpreso dato che non aspettavo nessuno.
Ho aperto ed è apparso Hamrin! La sorpresa è stata grande dato che Hamrin di solito si presenta il sabato verso l'ora di pranzo ma oggi è giovedì.
Gli ho augurato Eid mubarak essendo appena finito il Ramadan. Lui al solito mi ha salutato con una benedizione e tre baci sulle guance.
C'era qualcosa di insolito in lui e poi mi sono accorto che non aveva il solito borsone con cui gira in cerca di qualche soldo per sopravvivere lui qui e per far sopravvivere la moglie e i tre figli in Marocco.
Non so quanti anni sono che conosco Hamrin: molti. Lui viene mi abbraccia e si siede. Mi chiama Abufilippo e sorrido sempre, se ho della coca-cola ne prende un bicchiere. Qualche volta un po' di tonno e questa sera avrebbe voluto un po' di pasta ma era una amatriciana e così visto il maiale, è si è accontentato di un frutto.
Di solito parliamo. Lui mi insegna qualche parola in arabo ora sto cercando di memorizzare "hamar" asino, che visti i tempi servirà sicuramente. Ma sono tante le parole che insegna ripetendole ogni sabato per verificare la mia memoria.
Quando gli dico che sarebbe ora di tornare in Marocco e che non credo qui possa trovare un radioso futuro lui non dice nulla. Poi gli ricordo la moglie da sola laggiù e lui batte la sua fronte con il palmo della mano ed un sorriso fa capolino fra i denti ormai marci. Lui mi domanda quando pago una camicia! Io mi rendo conto della mia fortuna e della mia ricchezza.
Alla mia domanda insistente del come mai fosse arrivato da me questa sera dopo qualche insistenza mi ha confessato che a Drò i carabinieri lo hanno fermato e contestandogli il borsone e l'assenza di una licenza di commercio gli hanno sequestrato il borsone.
I carabinieri lo hanno convinto di essere fortunato dato che lo lasciavano andare senza dargli una multa di 650,00 € per via della mancanza della licenza. Il sequestro del borsone era sufficiente.
Ho chiesto ad Hamrin se le forze dell'ordine gli avessero fatto un verbale circa l'infrazione ed il sequestro ma evidentemente no altrimenti sarebbe scattata la multa di cui sopra.
Naturalmente Hamrin ha provato a risolvere il problema venendo da me ma mi chiedo perchè mai io dovrei rimediare le cazzate di ordini provenienti dall'alto.
Hamrin non ruba, ha un regolare permesso di soggiorno e a me non ha mai venduto nulla. Forse qualcuno non comprende che il borsone è una scusa per chiedere aiuto facendolo sembrare commercio.
Sono affranto.
Se le forze dell'ordine hanno tempo da buttare per "inseguire" Hamrin mi pare evidente che gli evasori fiscali possono stare sereni in fondo a loro non si applica nemmeno la proprietà transitiva così puntualmente applicata ad Hamrin.
Del tipo: se hai una Mercedes, BMW e non dichiari un cavolo allora ti sequestriamo la macchina e ringrazia la buon anima delle forze dell'ordine che non ti fanno la contravvenzione!
Non se ne può più di demagoghi! Affondiamo che è meglio!