venerdì 6 maggio 2022

finito

Ho finito! Si non proprio tutto dato che è meglio lasciare qualcosa ancora da pensare e fare quasi sia una porta verso il domani.
Ma ho finito. L'acqua corre dalla cisterna al lavello, accendo il gas, il sole trasformato con batterie ed inverter, illumina le due stanze e da energia al piccolo frigorifero per tenere in fresco le birre.
Sto seduto sui gradini di legno della ripida scala, ascolto il vociare di invisibili uccelli e nessun altro suono. Non un motore solo forse di qualche aereo lontano. Non una voce. Magia della solitudine che riempie da sempre i pensieri ed il tuo cercare.
Leggo qualche notizia ma mi stanco subito. Pare che questo mondo non sia più in grado di sorprendermi eppure all'apparenza sembrerebbe pieno di novità ma in fondo sembrano cose di sempre.
Qualche cima di montagna magari più alta di 8000 m. da conquistare: qualche record da battere: qualche palato da inebriare: qualche luogo da magnificare! E poi mi chiedo se a tutto questo apparire non sia in fondo generatore dei nostri mali, delle guerre.
Anche questo mio scrivere lo è! Lo so e mi chiedo se continuare o chiudere tutto, scendere dalla scala e tagliare un po' di legna per il prossimo fuoco.
Vorrei che la prossima impresa fosse la "conquista" di un punto nel nulla di steppa piana ed infinita. Vorrei che il record fosse la capacità di stare seduti ed ascoltare la natura; vorrei che un po' di pane e formaggio fossero come le lenticchie, un piatto da re; vorrei che i luoghi ci inebriassero per quello che ci raccontano e non per quello che ci raccontano di loro.
Vorrei non apparire, vorrei che il non essere ci salvi dall'essere e dalle sue guerre.
Ora scenderò dalle scale e farò i conti con questa mia assoluta incapacità di non essere che solo questo mio luogo magico mi sta aiutando ad accettare.

Fontechel


domenica 30 gennaio 2022

silenzio

Mi perdonerete, non sono un esperto, ho solo camminato per un po' sui monti ucraini pieni di foreste di imponenti abeti bianchi che Paneveggio pare nulla.
Ho camminato per qualche città: Leopoli bella quanto Parigi nelle sue case, piazze, chiese. Mio padre e mia madre erano nati nello stesso stato di Leopoli. Ora sembra che sia chissà dove. Se la memoria non mi inganna 20.000 soldati Trentini persero la vita da quelle parti per difendere od attaccare chi sa chi.
Ivano Frankoski i nazisti la dichiarano la prima città liberata dalla "feccia" ebraica. Alla fine della guerra si trovarono tre dico tre ebrei sopravvissuti. 
Ben Gurion, Golda Mayer, Kapucinski nacquero da quelle parti. La si parlava polacco poi i polacchi furono spediti ad ovest per prender posto degli sconfitti. 
Movimenti epocali che sembrano lontani ma sono lì ad una manciata di storia dalla nostra. 
Si l'ho fatta lunga ma lasciatemi dire la sofferenza per quel che sta accadendo non laggiù ma ovattate stanze della casa Bianca.
 Gli Usa parlano, minacciano, affermano, appoggiano in definitiva decidono per chi? Per loro! Per la loro poca cultura, conoscenza della storia, per il loro prendere parte per chi garantisce un "mercato" solo all'apparenza equo.
Mi angoscia il silenzio dell'Europa che non sa bene che dire. Non mi angoscia il silenzioso, in questo caso, ministro degli esteri che è riuscito ad "abolire la povertà". Mi tormentano gli autonomisti che non sanno che la loro autonomia deriva dal fatto che eravamo una stessa entità.
Ma sì dai lasciamo agli Usa occuparci di noi anche perché non siamo proprio noi loro altrimenti le badanti come facciamo a recuperarle? 
Lasciamo che gli Usa se ne occupano come hanno fatto  in Iraq, lasciamo che se occupino come hanno fatto in Afghanistan, lasciamo che se ne occupino loro della nostra storia a noi basta il denaro per sembrare ricchi di cosa però non sappiamo.

martedì 4 gennaio 2022

vetri

Ho messo i vetri semplici ad Itaca. È stato persino difficile trovarli oggi che una tecnologia standardizzata produce tutto per fini economici. Ma oltre l'economia, il denaro le cose dovrebbero riscaldarci il cuore. Ed oggi quei vetri non certificati, che sembravano rompersi quando li ho inseriti nel povero telaio, che qualche tecnico certificato con un cenno del capo compativa una mia inusuale richiesta, oggi dicevo ho realizzato, visto, tirato fuori da un cassetto lontano della memoria una storia che certo i certificati doppi o tripli vetri mai ci racconteranno e mai racconteranno ai bimbi che verranno.
Il vetro prima in alto, poi più lentamente in basso, si è appannato. Che emozione! Il dito è andato subito a cercare un disegno che presto sarebbe evaporato. Quanti disegni da bimbo sui vetri di via Conciatori sono ritornati li su questo vetri non certificato.
Poi, quando dentro il caldo incominciava ad misurarsi con quello del tuo corpo, la condensa in alto tremante improvvisamente si radunava come un manipolo di combattenti e vinta una resistenza che per anni mi son chiesto da dove venisse e che poi scopri finalmente chiamarsi liminare, e giù lungo il vetro sino al telaio raccogliendo altri vapori li condensati che solo quel manipolo di audaci sembravano aspettare.
Una riga di luce fra quella nebbia solcava il vetro di nulla certificato, antieconomico, antirazionale, anti tutto ma che mai sostituirei per un anonimo e saldo vetro certificato che ahimè vorremmo alle volte certificasse le nostre vite che al contrario sono come quella goccia di condensa che rapida è arrivata giù al telaio ma che una traccia ha lasciato nel suo passaggio.

domenica 12 dicembre 2021

e ora dove andiamo?

Ieri sera mi sono perso a guardare un film scelto per caso su una delle solite piattaforme.
Il titolo: "e ora dove andiamo?" mi allettava e quando ho scoperto che era ambientato in Libano mi sono lasciato andare.
Il film è carino ed in fondo descrive la situazione di quel paese che però ahimè anche se in forme diverse, appartiene a tutti noi.
Cristiani e musulmani grazie alle loro donne, ai loro preti o Iman che siano, ed ahimè ad una morte riescono a ritrovare una unità fatta di lingua e cultura. So che non è facile e nella realtà i conflitti sono ben più profondi ma quelle condizioni di trovarsi al fine tutti sulla stessa barca, sono in realtà la vera sfida di noi tutti. Possiamo smettere di confliggere con chi ci appare diverso ma la cosa più importante è sapere dove andare è immaginare un mondo diverso in cui alla fine le piccole miserie umane sono vinte così da lasciare la nostra mente libera di immaginare dove andare senza più fermarsi.
Ecco tu e spero qualcuno altro, sai dove andare. Vi abbraccio!
Verrò!

lunedì 6 dicembre 2021

amarti

Ieri mi sono imbattuto per puro caso, in una delle più belle dichiarazioni d'amore mai lette. 

Amarti significa immergersi in un buco nel ghiaccio, terrificante quanto divertente! 
Amarti è inutile tanto quanto cercare di invertire il flusso del tempo! 
Amarti è inutile quanto strappare il vento! 
Amarti significa amare una parete rocciosa! 
Amarti è dimenticare gli altri: cosa può esserci di meglio di questo destino? Soffrire in segreto, soffrire per sempre, ululare come un lupo sofferente! 
Amarti è come inghiottire acqua nel deserto e non trovare sollievo! 
È essere messo da parte un giorno a causa di un tuo capriccio! 
Amarti significa nuotare nel mare dove le onde vanno contro corrente! 
È vero che amarti non è possibile e che non posso permetterlo! 
Amarti è gattonare, scivolare tra le cime è un percorso pericoloso ma 
oh mio dio sei così bello... 
Per me non può esserci un altro modo! 

Territory di Oleg Mikhailocich Kuvaev (1934/1975)