giovedì 8 settembre 2022

alba

Alle sei e un po' più, una lieve luce sembra accarezzare quel muro in sassi che chiude la mia stanza rendendolo uniforme invece che esaltarne tutti i diversi pezzi legati solo qua e là da quel che rimane del vecchio letto di intonaco.
Sento quasi dei passi e mi chiedo se sono i ghiri che mi fanno compagnia normalmente ma poi comprendo che l'acqua cade con grosse gocce sulle tegole. Sembra prender forza ma dopo un po' sembra fermarsi ed il silenzio ritorna nella stanza di sassi circondata.
Mi giro nello scomodo vuoto letto IKEA cerco un po' di fresco nel cuscino tormentato tutta la notte. Mi rigiro. La pioggia fuori sembra prender forza e la immagino correre nelle grondaie e poi giù nei due pluviali ed infine dopo il filtro entrare nella cisterna di pietra che con tanta fatica ho reso stagna ormai un bel po' di tempo fa. Mi alzo. Indosso le solite cose e gli scarponi che ormai sono quasi me. Apro la porta in vecchio legno ed esco sul balcone. Grigio! Forse laggiù un po' di bianco più luminoso ma di là verso nord, il grigio si fa nero.
Il verde che sta sotto il grigio è diventato tutto uniforme e non distingui più nessun albero ma vedi solo il bosco. Magia di questa alba che rende omogeneo alla vista tutto ciò che da mille entità è composto. Vorrei che non solo la pioggia e l'alba fossero capaci di questo. Vorrei un regalo oggi che tutti noi fossimo come quei sassi o quegli alberi persi in un muro o in un bosco. Domani il sole ci regalerà ancora le differenze ma oggi è la pioggia e la luce lieve che ci accompagna.

Lago di Cei




venerdì 2 settembre 2022

Roma

Sono tornato a Roma! Erano tre anni o forse più che non ci venivo.
Roma ho capito, è come una vecchia amante. Magari dopo tre anni vedi un po' di rughe in più, magari le ascelle non sono proprio pulite ed anzi qualche pelo emerge come la monnezza sui marciapiedi.
Ma di Roma non ti fermi a questo ma lasci che le emozioni ti portino indietro nel tempo quando tu e lei eravate più pimpanti.
Ed allora incominci a camminare e non è importante scoprire cose, bellezze nuove ma lasciarti cullare da antichi incontri e scoperte.
Passi dal Pantheon e ci vai dentro e guardi su e vorresti essere stato lì anche da schiavo mentre impastavano quel magico calcestruzzo. Poi esci e te ne vai giù per via delle Coppelle e ti fermi da Maccheroni per una griccia. San Luigi dei Francesi è lì ed anche se non entri senti che il Caravaggio ti chiama come Gesù che chiama Matteo. Arrivi a Navona e mentre tutti si concentrano sulla fontana tu apri la bocca come sempre per quel rientrare sinuoso della facciata del Bernini e ti chiedi se l'ha fatto per la fontana o per la chiesa?
Ti prendi un gelato a Della Palma ma il cioccolato all'arancia lo ricordavi più..... più....
Va beh ti consoli con Santa Maddalena cercando la zingara che sempre ti offriva una rosa rossa per una ipotetica amante e che tu regalavi a lei dopo un po' di corteggiamento.
Li in fondo c'è la chiesa di Sant'Ignazio bella come non mai e sorridi pensando ad Andrea Pozzo che salva il culo all'architetto forse incapace di voltare la cupola.
Poi ripensi sempre ad Andrea ed all'università di Bratislava: un tempo altro che EU se sapevi lavorare.
Cammini e sai che li quasi in fondo ci sono i Filippini con il loro ordine preciso e suadente.
Ti manca tanto ma giri a sinistra e te ne vai a rendere omaggio al più grande dei radicali e ti ricordi che in fondo a te è andata bene grazie anche a lui: mi inchino a Giordano.
Meglio tornare ad Itaca e lasciare emozioni che ti hanno accompagnato per tanto ed ancora ora ti accompagnano.
Meglio non rimpiangere quelle stanze del dipartimento dove a lungo stavi a discutere, pensare. Che bello rivedere vecchi amici e scoprirne di nuovi e sempre più convincerti che l'apparire segue solamente chi non "gna fa" come dicono da queste parti e come è vero dappertutto.

Giordano Bruno
"...forse tremate più voi nel pronunciare questa sentenza che io nell'ascoltarla..."


domenica 14 agosto 2022

muro

Questa sera sono andato in paese a piedi. C'era festa! C'era gente. Un po' li conosco ormai altri proprio no ma credo per via della giovane età.
Ho mangiato polenta, fagioli e pasta di mortadella come si conviene da queste parti. Ho chiacchierato scherzando con un po' di amici. Ma: ma non era questo che mi interessava descrivere anche se vi assicuro ne avrebbe tutte le caratteristiche positive.
Volevo parlarvi di quel sasso li nella foto e di tutti gli altri sassi che lo circondano e che tengono su quel muro e i terreni che gli stanno dietro.
Che bello quel sasso quasi rotondo, che non c'entra nulla con tutti gli altri sassi che lo circondano che è persino di un materiale diverso e che viene da lontano. Quel sasso sta lì assieme agli altri a tenere su quel terreno. Nulla viene perso tutto è utile al muro.
Metafora di una società che non comprende e continua a voler muri con sassi tutti uguali e ributta a mare quelli diversi.
Povera società, poveri muri tutti uguali senza nulla che ne illumini l'essenza.
Vorrei essere come quel sasso di materiale, forma diversa ma sostenere quegli altri sassi ed assieme fare un solido muro.
Si: muro ad argine delle differenze.



domenica 10 luglio 2022

Marmolada

Marmolada! In questi giorni mi chiedo se dietro a tutta questa esposizione mediatica ci sia davvero il un senso profondo di dolore per le vittime o; o altro.
In montagna, ma anche in campagna, al mare capitano tragedie alle volte forse anche più grandi ma dopo alcuni giorni tutto si acquieta.
In Marmolada no! Alpinismo? Natura? Cambiamenti climatici? Ma? La sovraesposizione continua, presidenti di qua e di là, personaggi da talk show, alpinisti famosi e giù o su continuando.
Penso che la leva sia sul nostro desiderio di essere altro in una vita scandita all'incontrario è ben scandita, dai tempi dell'ufficio, del lavoro, degli spostamenti ed anche ahimè del tempo apparentemente libero che viene concesso e naturalmente regolato.
In fondo quel seracco che è venuto giù ha minato certezze con cui il turismo di massa ha costruito i suoi stereotipi fatti si di avvenuta ma anche di sicurezza lasciando l'illusione di essere diversi dal Fantozzi che al contrario hanno o abbiamo costruito in noi.
I media sono bravi a cogliere le paure e naturalmente sanno che la paura è un forte collante per noi umani.
Ed allora giù, avanti con ghiacciai, guerre (ma in fondo ora non più tanto...), carestie, pandemie, inverni senza riscaldamento, invasioni di berbere popolazioni da tenere lontane con ogni mezzo.
Di una cosa sono sicuro che ora in Italia la parola Marmolada è conosciutissima e così fra non molto sarà ancora più oggetto di curiosità ed attenzione incrementando i turisti in quella zona.
Zaia e Fugati non so se lo hanno capito scientemente, ma certo sono stati bravissimi a tessere la rete più ampia possibile.
Mi lamento ahimè ed ho coscienza che anche questo rientrerà nel fiume delle cose che altro non faranno che ingrandire lo "spettacolo" ma ancora non ho trovato altra strada. Forse il silenzio definitivo lo potrebbe essere una soluzione ma poi penso agli oppositori di Putin e mi dico che almeno li c'è qualche oppositore qui non si sa bene nemmeno a chi o a che cosa opporsi: forse a noi stessi!

mercoledì 6 luglio 2022

lavello

Ho scoperto che il mio lavello in acciaio inox posto all'estero, è diventato il cimitero per una infinità di ragni, grilli ed insetti vari che non conosco.
Attirati dall'acqua che seppur minima si deposita sul fondo, questi insetti si lasciano cadere sul fondo convinti di riuscire a ritornare su grazie alle loro lunghe zampette che in ogni dove riescono a fermarsi.
Si: in ogni dove ad esclusione dell'acciaio inox.
Sorrido pensando che alle volte, forse troppe ultimamente, noi nel senso di umanità, siamo come quegli insetti che si lasciano andare sul fondo del lavello in acciaio inox non sapendo poi come uscirne.
La differenza fra quei poveri insetti e noi è la telecronaca che i media proprinano in ogni ora e luogo circa le responsabilità di chi ha messo lì il lavello di acciaio inox.
Vogliano l'acqua facile come quel grillo? Vogliamo l'avventura? Vogliamo "conquistare":la cima? Bhe credo che in fondo siamo come quel grillo che ora cerca affannosamente di risalire.
Capita. È ovvio ma si può sempre pensare che un chi che sia giudice ci dirà la verità e troverà i colpevoli del troppo liscio così da fare "giusti" risarcimenti.
Siamo peggio di quel grillo dato che lui si è infilato nel lavello per un bisogno essenziale: bere! Noi ormai ci infiliamo nei lavelli vari per il bisogno di essere altro rispetto l'infinita di grilli esistenti.
Penso sempre quando cammino per i monti o ghiacciai, alle parole di una vecchia contadina montanara che mi obbiettiva ogni volta la ragione del mio andar per monti senza alcuna ragione essenziale legata alla vera esistenza. Produrre qualche patata, fare un po' di legna, raccogliere qualche frutto, cacciare qualche animale tutte cose proibitissime ora ma che davano un senso alla montagna come parte della vita.
Ora, che della "vil materia" possiamo fregarcene ci rimane l'essenza alta dello salire: il nostro ego!
Ed allora silenzio se capita quel che sempre è accaduto ma che mai ha toccato gli uomini tesi al quotidiano se non non in forme del tutto prevedibili come un naufragio.
In fondo loro come i nostri vecchi, rischiano per poco o nulla: un tozzo di pane!
Ad altri è permesso di rischiare per l'essere di più ed allora: benvenuti la dove si è più.... più.... più poveri.

PS: il grillo ne è uscito aiutato da legnetto ho paura che legnetti nessuno ce li allungherà.
PS: ho visto che la protezione civile ha messo i cartelli per vietare la montagna: si insomma sto pensando di denunciare tutti gli insetti che si avvicinano al mio lavello...e che diamine! Così si risolve il problema!