Io non so chi "partorisca" la campagna per Francesco Valduga spero solo non sia se medesimo nel qual caso mi preoccupo per il se medesimo ed a seguire per Rovereto che in effetti potrebbe fare a meno di molte cose.
Anyway non dilugiamoci. La prima campagna era "fidiamoci di noi" . Genialità! Ma se ci fidiamo è sempre di altri se non ci fidassimo di noi sarebbe un tantino grave. Quindi? Quindi fidiamoci di noi è una minchiata che vorrebbe sittoindendere il "fidatevi di me" più lineare e vero ma anche più impegnativo così da fare ricadere sul "noi" le eventuali responsabilità attinenti al "me". In fondo non si assume una responsabilità; anzi.
E veniamo alla seconda fase "geniale" come la prima. "Ascoltare, decidere"! I dettagli! Il diavolo si annida bei dettagli ed il dettaglio è la virgola! Non sono due punti del tipo prima ascolto e poi decido è una virgola che nemmeno lega l'ascolto con la decisione. C'è una sorta di indeternazione negli slogan ma forse mi sbaglierò ma certo anche chi ha "verificato" virgola ha deciso ops forse no si fidato di noi. Ops no ops scusate che confusione..ops fidiamoci di....noi ops ascoltate: fidatevi!
PS: il noi mi sovviene, potrebbe essere plurale maiestatico! Meglio di no meglio la prima interpretazione
sabato 26 settembre 2020
Da Volta Mantovana a Porto Mantovano
Secondo giorno: le colline ti accompagnano per pochi chilometri ed è il tratto che vorresti mai finisse. Poi gli ultimi cumuli glaciali e poi la pianura. Le sue strade diritte che mai sembrano finire siano asfaltate o no.
Guardi l'orizzonte la dove un dosso di un piccolo ponte diviene il punto di fuga che sembra sempre spostarsi e tu piccolo uomo non ce la fai. Ancora rette che mai sembrano finire e che invitano a guardare oltre.
Goito finalmente con il suo forte fiume che corre veloce certo più di te che ansimi nelle infinite rette. C'è un mulino, di Otz lì chiamano in barba alla storia, e c'è il fiume che da forza ad un paesaggio altrimenti piatto.
Una sosta un po' d'acqua e via. Ora non è la campagna che ti circonda ma un canale ahimè diritto e non sinuoso. Osservi canali che possano sopra ad altri canali e canali che passano sotto. L'acqua sembra essere l'elemento più costruito del paesaggio e le strade la accompagnano.
Duro, lungo, noioso tratto e la Mantova finalmente appare con la sua cupola le sue mire rosse e l'orizzonte mosso da rette linee.
Sorrido scoprendo che a Mantova non ci sono più posti liberi in albergo ad un prezzo normale. Non mi si dica che il Covid ha messo in ginocchio gli alberghi! Anche gli ospiti!
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| Il Mincio |
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Il Mincio a Goito |
decadenza
Ecco un piccolissimo e nemmeno il più grave, esempio di quel che intendo per decadenza.
La pietra ovale, genio chi l'ha pensata, con una semplice scritta in caratteri bodoniani. La bellezza in poco. Ed accanto lo specchio, utile a qualcuno e messo dove serve senza alcuna attenzione. E nessuno di inutili sopraintendenze, uff. urbanistici, commissioni, amministratori che dica nulla. L'importante è che le inutili carte siano a "posto". La realtà è altro.
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venerdì 25 settembre 2020
Pechiera sul Garda - Volta Mantovana
Primo giorno. Si parte da Peschiera dove si attraversa la splendida città murata. Salite sui bastioni che dominano il lago. Si esce da porta Brescia e si affronta l'infinita ricchissima e poverissima periferia. Un salto al santuario della Madonna del Frassino per confermarsi nella visione economicistica della religione. Via via pochi metri e la strada si fa sentiero finalmente. Dolci colli che sembrano distanti mille chilometri dal ambiente costruito. Stradine semplici come un tempo poi un paese, Ponti sul Mincio, la strada che lo attraversa e che si fa piazza allo slargo sotto il castello scaligero. Un gioiellino. Si continua tra strade di campagna alle volte asfaltate. Altro castello spunta lontano ormai Monzambano è lì. Comunello più grande di prima altrettanto bello ma i soliti colleghi l'hanno disseminato di arredi urbani inutili e costosi. Giù, giù verso il Mincio e il canale che li costeggia. Opera sublime che segue il territorio e che lo adorna con il suo muoversi e gli arredi fatti da semplici cipressi che esaltano in verticale la sinuosa linea. Ultimo tratto: campi di granturco alto da toccare il cielo e kiwi, kiwi, kiwi pronti per essere colti. Poi un pezzo di strada ben disegnata nel paesaggio e che ti porta qui dopo un tratto lastricato in ciottoli come dovevano essere un tempo prima che fognature acquedotto e telecom rendessero tutto più liscio ed apparentemente stabile. Quanto amo quel piegarsi dei ciottoli ad ogni richiamo alle volte penso che i ciottoli siano progressisti al contrario dei ben squadrati cubetti, lastre di porfido. Altro castello. Piccolo giro prima di una cena che farà fatica a ripianare le energie perse.
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| La pianura dall'ultimo colle morenico |
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| Rocca |
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| Rocca |
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| Comune di Volta Mantovana |
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| Mincio |
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| Castello di Mozambano |
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| Inizio tratto nel bosco |
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| Santuario Madonna del Frassino |
periferia
Ci sono voluti cinque chilometri per abbandonare una delle solite periferie di una cittadina che altrimenti sarebbe un capolavoro di eleganza e forza. Il moderno ha fatto disastri e forse quelli paesaggistici pur essendo i più visibili, sono i meno gravi. Credo che ci sia un problema di coscienza e conoscenza messe da parte da uno "sviluppo" sin troppo ricco di materialità e povero per l'appunto di coscienza e conoscenza.
Dopo 5 chilometri la strada cessa di essere asfaltata, file di alberi ti accompagnano in luogo di file di recinzioni tutte apparentemente diverse tutte sostanzialmente uguali.
Finalmente una strada dove i campi ondulati diventato un racconto dolce. Il cielo tuona nero ma il passo è leggero perché sa di aiutare una mente mai cheta a trovare nelle piccole cose nuove il filo di un nuovo racconto.
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| Fortezza di Peschiera sul Garda |
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