venerdì 21 ottobre 2022

diversificazione

Quanto amo queste architetture!
Un architetto di regime in questo caso socialista sovietico, provo a rendere uguali secondo i dettami dello stesso regime, gli uomini che li dovevano trascorrere la loro ben regolata vita!
Di ma e se è piena la vita, diceva mia madre, così ogni terrazzino divenne espressione di cambiamento, diversificazione e via dicendo: di ma e di se appunto.
Credo che solo al terzo piano a sinistra si possa vedere l'originale gli altri terrazzi sono diventati altro e vorrei osare dire una storia complessa ed infinita.
Uno ci ha messo come il nostro esimio collega un po' di verdura, non un bosco verticale per carità. Un altro ha trovato delle finestre di un autobus, un altro una ringhiera di ferro, un altro un moderno serramento alluminio vetro.
Gli architetti servono solo ai regimi che poi possono essere totalitari come quello che produsse quelle case lì tutte ordinatamente composte oppure come dalle nostre parti, fare si che l'affermazione dell'ego individuale diventi apparentemente ordinato ma in realtà altro non sia ne più ne meno quella necessita di essere tale e quale a quella dei balconi di cui sopra.
È solo un problema di committenza non di architettura e per questo da architetto del cavolo amo immensamente questa composizione che in nessun ordine sta così come deve essere per gli uomini!

PS: in attesa della marshukta che mi porterà al monastero di Gelati ove l'architetto nulla conta dato che è la capacità costruttiva collettiva ad essere un valore.




giovedì 20 ottobre 2022

Trebisonda

Sto seduto nel pronao di Santa Sofia a Trebisonda. A destra il mar Nero velato da foschia ma qui una luce intensa prende la mente. Troppo bella per delle povere parole, troppo perfetta nella composizione che solo la semplicità sa dare. Mi siedo con i piedi scalzi. Guardo.

Affreschi della volta

Agia Sofia




mercoledì 19 ottobre 2022

Sumela

Andar su! Sembra di essere dalle mie parti: torrente che salta fra sassi enormi, boschi di conifere erti come non mai. Poi arrivi li e te ne freghi dei turisti. Percorri quella scala scavata nella roccia e pensi ai monaci ed al loro insegnamento: erta è la via che conduce al signore. Quanta storia, quanta forza per far diventare un antro di roccia un porzione di paradiso. Guardo estasiato gli infiniti affreschi che coprono la chiesa antica mentre il nuovo monastero pare difendere quello antico. Provo a leggere il greco degli affreschi, provo a capire la storia nota che raccontano.
I Turchi pare abbiano capito che almeno per convenienza economica, è meglio proteggere quei luoghi anche se troppe bandiere stonano.
Nessuno spiega che di lì i greci se ne sono andati nel 1923 dopo aver provato loro stessi a fare gli imperialisti. Quanta sofferenza di 5 milioni di uomini, donne, vecchi, bambini portati via da una terra loro da migliaia di anni. Tutto sepolto per vergogna o noncuranza di altri.
Perdere la Trebisonda si dice da noi. Lo diceva mia madre spesso e permettete di non credere alla favola passata in Wikipedia circa la perdita della rotta nel Mar Nero.
Perdere la Trebisonda è perdere il senno come accade allora e che costò tanto a greci ed armeni che qui vivevano.
I giovani Turchi riuscirono davvero a sovvertire le sorti allora e non come volevano fare i giovani turchi di PD memoria.
Guardo: mi chiedo perché abbiamo sepolto tanta storia?
Come vorrei riesumarla provare a capire per non ripetere tragedie immani capaci di diventare luogo comune anche quando Facebook, Internet non esistevano.

La scala

Interno

Affreschi

La chiesa, affreschi

Il monastero dalla valle


sabato 15 ottobre 2022

ideali

Ieri sono tornato lì dopo tanti anni e mi sono seduto sul suo pavimento.
Un tempo era silenziosa od almeno mi ero arrampicato su fino al matroneo, là dove non c'era nessuno. Mi ero seduto in un angolo e i miei occhi avevano ammirato e si erano fatti umidi per quanta storia e perfezione di forme raccontavano quelle pietre. Mi ero alzato, misurato con passi, accarezzato con le mani e mi ero portato via nel cuore e nella mente una parte di storia.
Ieri: ieri no solo rabbia, voglia impotente di gridare ma che nulla può ormai da troppo tempo modificare nulla nella storia.
Ieri ho capito che la mia Itaca sarà la mia risposta ad una società che nulla mi pare nulla cerca se non l'effimero, l'apparire.
Ideale? Mi chiedevo questa notte: che ideale si ritrova questa società occidentale capace di fare di alcuni principi ideali inviolabili mentre di altri lasciar perdere solo per banale convenienza che poi alla fine sottende anche a quei principi detti irrinunciabili.
Da una parte si è disposti a fare una guerra per salvaguardare una identità territoriale mentre nulla è stato detto ad Erdogan quando ha dichiarato nuovamente moschea la madre di tutte le chiese!
Si certo che ci importa dei valori? Dare un sacco di soldi per fermare i profughi siriani è più importante.
Certo che ci frega noi degli ideali di tolleranza, fraternità, accoglienza. Cose da lasciare ai poveri e da non condividere.
Non difendo una religione anzi, ma una storia su cui è stata costruito il nostro vedere, guardare, giudicare.
Oggi il nostro vedere è suggerito dal un mercato che tutto massifica e che ci dà da fruire come fossimo bestiame da allevamento.
Bisanzio, Costantinopoli, Istanbul bella come sempre nelle sue radici nella sua storia portata via da un mercato che tutto fa diventare uguale così come la moschea blu ed santa Sofia.
Erano sulla mia strada per l'est ed anche se con riluttanza ci son dovuto passare. Giungere ad un luogo è arrivarci passando attraverso gli infiniti luoghi che lo conducono a noi.
Un balzo di aereo è un altra cosa.

Agia Sofia

Pareticolare

Bosfeoro


giovedì 13 ottobre 2022

porte

Sono finito in un ristorante iraniano!
Riso con cardamomo, arachidi, uvetta passa, bisi, chicci di mais!
Fagiolini, quelli piatti, con pomodoro ed albicocche secche.
L'insalata forse normale ma con qualcosa di secco e dolce dentro che la fa diventare altro.
Se non mangi tutto il pelato e grosso tipo che porta al banco e ritira i piatti ti fa un cazziatone degno di cause per noi occidentali, più importanti ma che in fondo si possono attribuire allo stesso principio di avanzare un cibo.
È arrivato il pollo, non sono ancora vegetariano ma vi assicuro che qui lo si potrebbe diventare, ma il pollo con lo yogurt e non so che altro, mi mancava.
Come mancava il viaggio, gli incontri, i punti di vista diversi, le parole che fai fatica a leggere per un alfabeto che è identità di una grande parte di Europa ma che ci ostiniamo a non conoscere. Esercizio infinito della mente per trovare risposte ma che come porte appena aperte, ti mostrano altre infinite porte.