venerdì 24 marzo 2017

Racosh

Sono seduto su un terrazzo di nulla fatto immerso fra mille muri disordinati con infiniti angoli che sempre fermano l'occhio che vorrebbe fuggire su verso i monti. 
Cavi, fili, pezzi di nailon che penzolano, ciuffi d'erbe che avanzano su, stretti passaggi di terra che continuamente si diramano in qua ed il là così come in su o giù. Labirinto in cui perdersi come un po il nostro viaggio.
La nonna sta seduta qui dietro a me in silenzio. 
Bello il suo volto pieno di vita ed esaltato dal velo n'ero. Bella la sua blusa nera con infiniti ricami colorati che la contornano. Bella la sua veste che mille altre ne copre 
Mi guarda, osserva tutto in silenzio un po' come faccio io. Potrei quasi leggere i suoi pensieri a cui ormai nulla interessa se non l'osservare. 
Vede questa sua famiglia ormai ampia ma forse ritorna alla mente di quel uomo che la chiese tanti anni fa. 
Povertà di mezzi ma non pensieri e questo mi accompagna. 
Il suo nome Racosh che poi dovrebbe essere Rschele.


giovedì 23 marzo 2017

ammam

Scendo da Imlil su un autobus pieno di gente e sono un po' preoccupato del mio zaino contenente tutti i miei averi che traballa sul tetto del pullman. Sorrido e penso ma che importa!
Arrivo ad Ansi paesetto importante per via della strada che su dirama. Mustapha mi ha convinto, non so come, a fermarmi a casa sua.
Ho detto che volevo fare una doccia e lui pronto mi ha proposto l'Ammam! Gli ho detto che volevo lavare la mia biancheria e lui subito mi ha detto che non è un problema; gli ho detto che volevo mangiare e sarò con lui a cena. 
Mohamed il figlio di Mustapha mi accompagna all'Ammam! Ha un viso sveglio ma una tosse che non mi piace. Secca, continua, non forte. Ci vorrebbe un medico! 
Pago 10 dirham (1€) ed entro. C'è un stanza con una panca attorno e li ci si spoglia. Il pavimento è pieno d'acqua e ti chiedi come farai. Poi rimasto in mutande Mohamed apre un'altra porta e ti fa entrare. 
Una folata di aria calda ed umida ti investe! È quasi buio ma poi gli occhi si adattano e vedi qualche uomo disteso sul pavimento intento a buttarsi acqua addosso. 
Qualcuno ti fa cenno di sdraiarti: ti passano per la mente tutti i batteri, virus che li sono presenti ma poi al solito, ti lasci andare e ti sdrai sentendo il caldo del pavimento che ti abbraccia. Poi arriva lui. Ti allarga braccia e gambe ed inizia a strofinarti con del crine credo. Mi sento un cammello da tanto forte strofina. Credo abbia tolto infiniti strati di cellule morte. Ti gira e riparte. 
Poi ti fa cenno di metterti seduto. Prende un secchio e te lo versa adosso tutto di colpo: acqua caldissima. Poi un altro secchio: acqua tiepida ma che sembra fredda. 
Poi ti accompagna in una altra stanza un po' più fresca e ripete l'operazione. 
Poi esci. Lento ti rivesti. La stanchezza e le forze se ne sono andate ma ti senti in pace. 
Non avranno le docce in casa ma noi non abbiamo l'ammam e non so chi ci perde. 
Dimenticavo il mattino l'ammam è per le femmine il pomeriggio per i maschietti.

lunedì 20 marzo 2017

tolleranza

Frotte di turisti che con le loro guide si inoltrano in un po di storia di questa terra. Mi chiedo se le guide spigano loro che al tempo quando realizzarono tanta magnificenza in Francia tanto per esempio, nemmeno si pensava alle cattedrali gotiche. Per non parlare della America che dovrà aspettare ancora diversi secoli solo per essere scoperta proprio nel momento in cui questa cultura fu cacciata dalla Europa. 
Mi chiedo se oggi abbiamo coscienza di questo evolversi della storia che ahimè non sempre è positivo ma al contrario alla volte fa passi indietro come ben si puo osservare guardando ed ascoltando incantatori di sempre. 
Guardo queste ragazze americane, francesi, italiane, tedesche, spagnole che si aggirano nek suk con capelli al vento, braccia e gambe nude e me chiedo se non si sentano almeno a disagio specchiandosi con le ragazze di qui. 
Mi chiedo se si facesse un "Christian band" cosa mai accadrebbe? 
Guardo queste ragazze ed in fondo penso questa gente più tollerante almeno di una parte di noi occidentali come immagino e so esserci anche qui intolleranti! 
Qui mi salutano tutti chiamandomi Ali Baba! Sarà la lunga barba bianca spero ma a questo punto rivendico la mia Margiana! Chi mi può salvare altrimenti dai quaranta ladroni? (Grillo no di certo)

domenica 19 marzo 2017

Marrakesh

Una lunga coda per il visto e una pioggia intensa mi ha accolto a Marrakech! 
Ho guardato avido come al solito. 
Ho guardato gli ampi viali ordinati che vanno a finire in vicoli contorti richiamando un po' il nostro vivere. 
Ho guardato la gente che camminava veloce per fuggire dalla pioggia o forse dal vento che poco prima aveva sollevato polvere che per colore si mescola con le mura delle case ordinate in altezza. 
Ho guardato le porte delle case che come ceselli, raccontano la complessità della vita che vi sta dietro nascosta dalla semplicità dei muri. 
La complessità del passaggio fra il dentro ed il fuori ove a prima vista sembrerebbe esserci continuità. 
Ho guardato la gente: gli uomini a cui solo l'età da una apparente diversità; le donne con le loro lunghe vesti ed il velo che alle volte diviene come quelle porte piene di caselli.
Poi ho guardato i negozi con la mercanzia ben esposta e per un attimo mi è sembrato di ritornare laggiù in downtown nella mia Amman.
Poi ho corso per la pioggia ed ho pensato alla neve che mi aspetta sui monti. Ma sarà domani!

venerdì 3 marzo 2017

Dario

se ben ricordo arrivai all'istituto qualche settimana dopo una copiosa "infornata" di tecnici che erano destinati ad affrontare due emergenze di allora: casa e scuole. La popolazione cresceva velocemente grazie al boom del dopoguerra, ed era necessario costruire per far fronte alle nuove esigenze che prima d'allora nessuno aveva ipotizzato. 
In quella infornata c'era anche lui: Dario! Mi parve subito almeno come atteggiamento e capacità, l'unico "architetto" della infornata. Altri divennero più tardi architetti e pur con la nuova laurea acquisita andando su e giù da Venezia rimasero in fondo geometri "rifatti" ma pronti per la carriera, ammesso e non concesso sia vera carriera l'aumento dello stipendio, che alcuni di loro poi fecero al contrario di Dario.
Lui "veniva fuori" dallo studio dell'architetto Armani e si capiva subito dalla mano e dalla ordinata composizione nonché dai muri spessi 20 cm che al solo Armani erano concessi mentre i mortali dovevano fare i conti con gli impresari "cazzola e cariola" che allora operavano con muri ben più corposi.
Dario era arrivato ultimo o giu di li, al concorso e da allora capì che la selezione del personale basata sulla sola "conoscenza didattica" era una cosa da abbandonare al più presto come infatti fu fatto più in là sostituendola con la raccomandazione. 
Il sapere che un calcestruzzo deve essere fatto con tot di ghiaia, tot di sabbia, tot di cemento di tot caratteristiche e naturalmente tot di acqua, poteva suggerire certo una competenza ma nulla diceva sulla "disponibilità", "attitudine alla collaborazione" "capacità di relazione" che invece costituiscono caratteristiche basilari in un gruppo di lavoro. 
Bhe Dario aveva sicuramente le seconde, oltre le prime evidentemente, e questo consente anche alla prime competenze di continuare a crescere mentre cambiando l'ordine dei fattori non pare potersi applicare la proprietà commutativa come ben si è poi potuto considerare osservando il prosieguo della attività lavorativa.
Non oso immaginare il disastro se poi sia la competenza tecnica sia quella umana sono sostituite alla competenza "lecchino" che in fondo credo si affermò dopo la "nostra" tangentopoli.
A quel tempo, in quell'ente tutti erano "compagni"! La CGIL sembrava "una macchina da guerra" ma come al solito quella parte andò in lite per cose umane vestite di politica ma quello che mi "sconcerta" non è tanto l'aver insistito affinché Dario diventasse il rappresentante sindacale essendo persona sensata e cheta ma non aver compreso che quel ruolo fosse "tagliato" su misura per lui che a differenza dei precedenti sindacalisti rimase li a "farsi il mazzo" ed a "vendere" tessere ad ogni nuovo arrivato mentre la CGIL si "innovava" perdendo tram uno dietro l'altro.
Poi i progetti di cui ancora adesso sentiamo la responsabilità, naturalmente per quelli venuti male, quasi tutti a sentire qualcuno, perché quelli buoni sono merito sempre d'altri. Ah l'aver intuito allora la forza del marketing in luogo della forza dell'agire! 
Poi i cantieri che sono il luogo più bello del mondo per via della gente che li frequenta ma soprattutto per via che vedi il pensiero diventare reale non proprio come in Odissea 2001 ma certo esaltante. 
Le liti, le mangiate e bevute pacificatrici, gli amici assieme, Stablei quell'undici settembre assieme, la bici, le chiacchiere in libertà, le mie passioni fuggevoli, la sua Roberta, il mio cercare altro e fuori il suo stare fermo e saldo li! 
Sono certo che qualcuno dirà oggi parole di circostanza ma so che quel periodo fu magico e non perché passato men che meno come forse ancora pensa la Luisa perché, c'erano i "compagni" ma solo perché quattro tecnici "di merda" facevano divertendosi pure, il loro sacrosanto lavoro senza complicarlo troppo e non "vendendolo" per nulla ma lasciando ad altri tali effimere possibilità.